Lab: i nostri riferimenti al documento Abi del settembre 2013

By: babycody – All Rights Reserved
REDDITIVITA’ DEL 1SISTEMA Una redditività attesa tra il 9% ed il 10% – condizione che ABI intende fondamentale e da cui discendono le iniziative messe in atto, citando anche posizioni della Banca d’Italia legate peraltro alla stabilità del sistema più che alla remunerazione del capitale che viceversa viene scoraggiata in favore del rafforzamento patrimoniale – è condizione irrealistica. Tra il 2011 ed il 2012 il 68% delle banche Europee registrava ROE tra il negativo ed il 5% (grafico) e solo un 19% si posizionava tra il 5 ed il 10%.2 Considerando i confronti evidenziati da ABI si evince che nel 2012 anche il campione di banche e paesi preso a riferimento dall’associazione datoriale registra ROE inferiori al punto percentuale3 e che la media EU ne è stata di poco al di sopra. Prometeia nelle sue recenti analisi4 evidenzia come la redditività del sistema (ROE) tra il 2000 ed il 2012 sia stata superiore al 10% in quattro esercizi5 mentre viene previsto un recupero sino a poco più del 3% al 2016.6 RICAVI E COSTI I confronti proposti da ABI intervengono su campioni disomogenei e pongono a confronto periodi molto diversi nel tempo (1997 vs. 2012 oppure 2012 su 2012). In termini di ricavi in relazione all’attivo di bilancio, il sistema bancario nazionale ha registrato performance migliori nei confronti dei sistemi delle principali economie continentali (grafico 2006/2012) considerando campioni omogenei relativi ai sistemi bancari nel loro complesso. Anche dal punto di vista dei Costi si registra una importante opera di riduzione che pone il rapporto tra costi e ricavi in costante posizione di vantaggio per l’Italia7. Infatti nel nostro paese questo indice è costantemente migliore verso Germania e Francia e nel 2012 anche nei confronti del Regno Unito (grafici).

VOLUMI E PRODUTTIVITA Anche sul versante delle dimensioni intermediate e della produttività i campioni presi a riferimento da ABI presentano dei tratti di disomogeneità. Condivisibile è l’analisi che mette in evidenza le specificità del nostro sistema bancario – ma che pare non siano poi considerate quando si passa a delineare le scelte da fare – che comprendono: modello di banca commerciale; attività creditizia prevalente8; limitata dipendenza dal finanziamento sui mercati finanziari9; bassa leva finanziaria; adeguata patrimonializzazione (tabella ABI) Condivisibile la considerazione che queste specificità determinino, in relazione alla crisi economica perdurante, condizioni sfavorevoli alla maggior redditività10 e che , di conseguenza, risulta determinante l’inversione in positivo del ciclo economico. Non condivisibile il tema dell’assoluto gap di produttività del sistema che, se messo in relazione alla media Europea nel 2012, vede l’Italia registrare ricavi per dipendente per circa 238.000 Eu contro una media di 240.00011 con un Risultato Lordo della gestione su valori superiori alla media (89.000 Eu contro 82.000)(grafici) IL RISCHIO Il tema del rischio è indubbiamente la determinante su cui si concentra il peso dei problemi del sistema a cavallo della crisi. In Italia il sistema risulta maggiormente esposto al rischio di credito sia per la struttura dei propri attivi che per la minor capacità di determinare correttamente il rischio. Il depauperamento delle professionalità insieme all’automaticità dei sistemi di “scoring” determinano una ridotta capacità delle banche di interpretare correttamente il rischio. In Italia nel 2012 gli impeghi rappresentavano – secondo le elaborazioni sui dati BCE – il 66,3% dell’attivo totale mentre questo dato era del 48,2% in Germania; 46,8% in Gran Bretagna; 53,9% in Francia; 62,9% in Spagna (grafico) In questo contesto i crediti deteriorati lordi pesavano per una quota dell’11,3% per l’Italia contro una media del 4,5% in Europa con un minino del 1,72% della Germania (grafico). Il grado di copertura risultava inferiore per l’Italia (grafico) dato che segnala l’esigenza di mantenere elevati livelli di capitale impegnati. Da uno spaccato relativo alle sofferenze a giugno 201312 risulta che il 56% delle sofferenze totali derivi da classi di affidamento superiori al milione di Eu mentre solo il 15% di queste derivi da affidati per importi fino ai 125.000 Euro. In particolare la classe di affidamenti superiori ai 5 mln, da sola, pesa sul totale delle sofferenze per ben il 32%. (grafico)

LA STRUTTURA DEL SISTEMA – SPORTELLI/DIPENDENTI L’ABI evidenzia come, nel confronto internazionale, nel nostro paese vi sia una elevata numerosità di sportelli bancari e di dipendenti. I confronti sono proposti sia rispetto a tutti i paese EU che alla media dei 15 paesi (esclusi quindi i nuovi membri). Se ci riferiamo – più correttamente a ns. parere – al confronto tra le maggiori economie notiamo che sia in termini di crescita che di rapporto sportelli/abitanti il nostro sistema non differisca particolarmente da quelli confrontati (grafico) anzi in alcuni casi il numero di sportelli risulta inferiore. Nel 2012 in Italia risultano esistere 5,3 sportelli ogni 10.000 abitanti, dato in linea con la media Europa13 ed inferiore al dato Spagnolo di 8,3 sportelli/10.000 ab. e quello Francese di 5,9. In analogia se rapportiamo il numero dei dipendenti dei maggiori sistemi bancari europei, ogni 10.000 abitanti, con la media e tra paesi, in Italia nel 2012 questo rapporto è pari a 51 mentre nella media dell’area Euro è 63; in Germania, Francia e UK rispettivamente troviamo 80 – 64 – 72 dipendenti per 10.000 abitanti. NUOVE TECNOLOGIE Senza voler negare la sempre maggiore presenza di servizi on-line e di utenti (giovani in gran parte) che utilizzano Internet per usi più evoluti (fermo restando che è ancora preponderante la simmetria rete- socialnetwork-informazione mentre quella rete-servizi-acquisti è ancora da sviluppare totalmente) occorre anzitutto porsi alcune domande:

– L’invecchiamento della popolazione potrebbe comportare difficoltà circa l’utilizzo degli strumenti informatici (ovviamente per i servizi più evoluti)?
– Come si svilupperà la rete a banda larga, fibra che oggi nel nostro paese vede la minor diffusione e maggiori costi rispetto a gran parte dei paesi europei?
– Gli investimenti pubblici (agenda digitale) oggi ridimensionati o sospesi possono essere sostituiti da investimenti privati (delle banche?) per supportare piattaforme e reti evolute ed estese per coprire le parti del paese oggi scoperte?

Studi recenti riportano scenari relativi al ridimensionamento imponente della rete filiali con conseguente riduzione di organico (KPMG) in gran parte a carico dell’effetto sostitutivo delle nuove tecnologie. E’ evidente che questi fenomeni, in gran parte attesi, vanno inquadrati in un’ottica di organizzazione di sistema e di processo che intervenga sulla localizzazione degli impianti, sulla capacità di reale impatto degli strumenti informatici, sulla pervasività delle offerte di prodotti e servizi. Non tutto è rinviabile alle nuove tecnologie, ma queste ricoprono una parte di effetto sostitutivo. Pensiamo a sistemi che integrino i servizi al cliente in particolare per le operazioni più semplici ma che non possono essere sostitutivi del contributo umano e professionale fornito dalle persone, in luoghi fisici come le filiali. Peraltro l’abbandono del presidio territoriale potrebbe ridurre l’offerta del prodotto bancario.
CONFRONTI SU DOC. ABI 2013
NOTE

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