Regione Basilicata: presidio in via Pretoria

Contro la disdetta unilaterale ed anticipata dei Contratti Nazionali. Per il mantenimento del Fondo di Solidarietà. Contro le minacce di ulteriori tagli all’occupazione e alle retribuzioni In difesa del modello contrattuale fondato sul CCNL e sulla contrattazione aziendale. In risposta al disprezzo verso le lavoratrici ed i lavoratori mostrato dai banchieri. Per un modello di Banca che contribuisca al rilancio economico e produttivo del Paese. Per porre fine agli sprechi e agli stipendi faraonici dei top manager nelle banche. Dopo numerose assemblee molto partecipate tutte le bancarie ed i bancari della Basilicata dicono no all’ABI ed ai Banchieri

GIOVEDI’ 31 OTTOBRE 2013 Presidio Regionale, dalle ore 10,00 alle ore 13,00 a Potenza davanti la Banca D’Italia in Via Pretoria, per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle ragioni dello sciopero, e per procedere, nella Giornata Mondiale del Risparmio, alla raccolta di firme per la presentazione di una proposta di legge popolare che ponga fine nelle banche alle retribuzioni faraoniche dei top manager. Le lavoratrici ed i lavoratori del credito: 

  • non temono il confronto,
  • pretendono il rispetto degli accordi sottoscritti
  • contrastano chi pensa di rinnovare i contratti di lavoro attraverso lo smantellamento di quanto esistente, nel tentativo di mantenere i propri privilegi e le proprie faraoniche retribuzioni.

PERCHE’ SCIOPERIAMO

Dall’ABI un atteggiamento irresponsabile, movente di gravi conseguenze: vuole demolire un sistema di regole per ricostruirlo su diverse basi di forza, scaricando sui lavoratori i guasti causati, in massima parte da i banchieri. Noi ribadiamo che occorre un sistema bancario per il Paese e non complice, o succube, della finanza predatoria. Con la disdetta, ABI distrugge un patrimonio consolidato di positive relazioni sindacali: rompe una tradizione che trova nel dialogo la soluzione dei problemi. Oggi invece vuole un CCNL ridotto all’osso e una contrattazione aziendale declassata e sostituiva di quella nazionale. ABI muove un attacco diretto al salario della categoria: ne chiede una moderazione vistosa. Noi rivendichiamo il mantenimento del ruolo del CCNL, una contrattazione aziendale importante, la salvaguardia del potere d’acquisto delle retribuzioni e la tutela dell’occupazione. ABI ricatta e mette in discussione la sopravvivenza del Fondo di Solidarietà: questo fondamentale strumento regolatore non è una elargizione aziendale! È stato pensato, finanziato e gestito con la contrattazione di settore e non ha pesato sulla collettività, essendo interamente pagato dalle aziende e dai lavoratori della categoria. ABI sferra un attacco pesantissimo ai lavoratori del settore, definendoli ”troppi ed inadeguati”: sono offese ed accuse immotivate respinte al mittente, che però ben descrivono il loro miope atteggiamento. E’ la svalorizzazione dei lavoratori, attribuendo colpe che non hanno e disconoscendo il primario ruolo che oggi viene giustamente attribuito al “Lavoro” come fattore di successo per l’Impresa. La retribuzione dei top manager è un problema per il settore e per il Paese: ecco la grande ingiustizia! In pochi giorni di lavoro, queste persone percepiscono lo stipendio che un lavoratore medio ottiene in un anno intero. E’ un divario inaccettabile, che persiste, nonostante i richiami alla sobrietà e alla moralità provenienti anche dall’Europa. Lo stato del settore, fra crisi aziendali e manager inadeguati: è sufficiente osservare la situazione dei bilanci, zavorrati da sofferenze e accantonamenti per operazioni manageriali rivelatesi errate. Succede, quando si usano le banche come case da gioco! ABI intende scaricare i frutti di errate scelte manageriali interamente sui lavoratori: mentre in Europa si riduceva il numero degli sportelli bancari, in Italia si faceva l’esatto contrario. Ma qual è ora il senso di paragonarci a nazioni per nulla simili a noi come popolazione e territorio, unitamente ad una circolazione del contante nettamente inferiore alla nostra? Non sarebbe più opportuno qualificare meglio la presenza con proposte dal più alto valore aggiunto? I lavoratori bancari vogliono partecipare al risanamento del Paese. E i banchieri? E’ questa la sfida vera sui contenuti! Quali comportamenti credibili intende ABI proporre per modificare un sistema che ha impoverito le famiglie, non sostiene le imprese, il territorio e che, contemporaneamente, arricchisce personaggi di dubbia eticità, generando crediti divenuti inesigibili che, in troppi casi, stanno affondando nelle sofferenze gli stessi Istituti di Credito? Segreterie Regionali della Basilicata DIRCREDITO / FABI / FIBA-CISL / FISAC-CGIL / SINFUB / UGL / UILCA

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