Sciopero Bancari: le dichiarazioni dei politici

ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN ASSEMBLEA 3/00409
Dati di presentazione dell’atto
Legislatura: 17
Seduta di annuncio: 107 del 29/10/2013
Firmatari
Primo firmatario Di Salvo Titti Sinistra Ecologia e Liberta

— Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:
gli istituti di credito italiani, oltre ad avere venduto titoli tossici ai cittadini (si vedano i casi Parmalat e Cirio, tra gli altri) e negato il credito a famiglie e imprese, hanno remunerato con decine di milioni di euro i propri dirigenti, dopo che questi avevano realizzato truffe ed ingenti danni patrimoniali;
i Governi che si sono succeduti negli ultimi anni hanno provveduto a spendere denaro pubblico in soccorso degli istituti in difficoltà (Banca popolare di Milano, Monte dei Paschi di Siena ed altri);
la Banca centrale europea, con le due long term refinancing operation, ha prestato ad un tasso dell’1 per cento circa 230 miliardi di euro alle banche italiane;
nella stessa legge di stabilità per il 2014, per favorire le banche, il Governo ha previsto la deducibilità sui crediti bancari, abbreviandone il periodo rispetto alla normativa precedente da 18 a 5 anni;
è stato istituito un comitato di esperti per valutare la possibilità di rivalutare a prezzi di «mercato» le quote azionarie della Banca d’Italia possedute dalle banche, ipotizzando, inoltre, un’aliquota ridotta per l’imposta sulle plusvalenze che ne deriverebbero;
di fronte a tali impegni finanziati con risorse pubbliche, ci si sarebbe aspettato un diverso atteggiamento da parte dei dirigenti degli istituti di credito in merito alla concessione di credito alle famiglie ed alle imprese, nonché verso i propri dipendenti;
viceversa, malgrado tutte queste misure di favore, gli istituti di credito italiani, tramite la loro associazione di categoria, l’Abi, hanno disdetto il contratto nazionale di lavoro, proponendo per ogni istituto un contratto aziendale, ed hanno disdetto – pur in vista di piani di ristrutturazione delle principali banche – il fondo di solidarietà di categoria, attraverso il quale negli anni scorsi si sono gestiti senza eccessivi traumi più di 50 mila «esuberi»;
i sindacati di categoria per protestare contro queste disdette hanno proclamato per giovedì 31 ottobre 2013 uno sciopero riuscitissimo di tutta la categoria –:
quali iniziative di competenza intenda assumere il Governo per ricondurre gli istituti di credito ad un comportamento più consono al loro ruolo ed alle loro responsabilità economiche e sociali, nonché affinché siano ritirate le disdette del contratto nazionale di lavoro e del fondo di solidarietà della categoria.

ENRICO GIOVANNINI, Ministro del lavoro e delle politiche sociali. Signor Presidente, gli onorevoli interroganti nel richiamare la disdetta da parte dell’ABI sia del contratto collettivo nazionale di lavoro, proponendo in sua vece un contratto aziendale per ogni istituto, sia del fondo di solidarietà di categoria, sottolineano uno stato di agitazione delle organizzazioni sindacali del personale e auspicano un intervento del Governo, che dovrebbe essere – per usare le stesse parole degli interroganti – finalizzato a ricondurre gli istituti di credito a un comportamento più consono al loro ruolo e alle loro responsabilità economiche e sociali.
Dal punto di vista generale, pur tenendo conto, ovviamente, nella massima considerazione le esigenze rappresentate, in particolare per quanto riguarda il trattamento normativo ed economico dei lavoratori di un settore così importante per l’economia e la società nel suo complesso, non può essere dimenticata la crisi di sistema che ha interessato l’intero settore creditizio negli anni più recenti e, come sappiamo, non solo in Italia, e, quindi, la necessità di procedere ad operazioni di razionalizzazione delle strutture in un mercato ormai ampiamente contendibile.
Proprio per questo, il Governo segue con la massima attenzione l’evoluzione della situazione rappresentata e ritengo ancora possibile, anche dai contatti che ho avuto nei giorni scorsi con i rappresentanti sia di alcune organizzazioni sindacali sia dell’ABI, individuare una soluzione basata sul consenso tra le parti interessate, che contemperi i diversi obiettivi, ivi compreso quello di tutela dei lavoratori. Vorrei rinviare anche alle relazioni che, questa mattina, il presidente dell’ABI, il Governatore della Banca d’Italia e il Ministro Saccomanni hanno svolto nel corso della «Giornata mondiale del risparmio», in cui il tema del futuro del sistema bancario è stato ampiamente discusso.
Con riferimento alla seconda questione sollevata dagli onorevoli interroganti relativa alla disdetta del fondo di solidarietà di categoria, faccio presente che la competente direzione generale del Ministero che rappresento non ha ricevuto alcuna formale comunicazione relativa alle sorti del fondo di solidarietà. Osservo al riguardo che la legge n. 92 del 2012, di riforma del mercato del lavoro, ha previsto che la disciplina di tutti i fondi di solidarietà esistenti alla data di entrata in vigore della legge venisse adeguata alle norme previste dalla medesima legge con decreto interministeriale del Ministero del lavoro e del Ministero dell’economia e finanze, sulla base di accordi collettivi e contratti collettivi da stipulare tra le organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale entro il 31 ottobre 2013.

(AGI) – Roma, 31 ott. – Matteo Colaninno, responsabile Economia del Partito Democratico, in una nota afferma: “Lo sciopero dei bancari di oggi, che ha visto un tasso di partecipazione molto elevato, sia un forte stimolo alla immediata ripresa del confronto sul contratto tra i sindacati e l’Associazione bancaria italiana che ha disdettato anticipatamente il contratto. Nel pieno rispetto della liberta’ delle parti
coinvolte, auspico che si possa superare la logica del muro contro muro. Da questo punto di vista, e considerate sia le aspettative dei lavori che le difficolta’ del sistema del credito in questa fase di crisi economica, potrebbe essere utile un intervento del Governo per offrire un tavolo di confronto che possa riaprire il dialogo tra le parti”.

Banche: Damiano,governo apra tavolo su credito e occupazione

(ANSA) – ROMA, 31 OTT – “Oggi tutte le sigle sindacali dei bancari sono scese in piazza per protestare contro la disdetta unilaterale e anticipata del contratto collettivo nazionale di lavoro da parte dell’Abi, avvenuta il 16 Settembre scorso. La scelta dell’Associazione bancaria italiana non e’ accettabile, e deve essere ritirata. Se non ci fosse un ripensamento tempestivo da parte dell’Abi, chiediamo al Governo di attivare un tavolo sui temi del credito e dell’occupazione”. Lo dice Cesare
Damiano, presidente della commissione Lavoro della Camera.

Bancari: Bellanova (Pd), arrogante disdetta contratto
(AGI) – Lecce,    31 ott.- “Non credo che sostegno alle banche-prosegue Teresa Bellanova- abbia come obiettivo la remunerazione del capitale finanziario, piuttosto un ruolo attivo e dinamico del sistema bancario in questo momento di
grande crisi e di grande sofferenze per le imprese e per le famiglie. Naturalmente non dimentichiamo come la scomparsa, nella maggior parte dei casi, delle banche territoriali, sia pure nell’ambito di un piu’ complessivo riassetto e riordino del sistema, abbia prodotto problemi ed impasse per gli stessi territori, costretti a un paradosso abnorme: li’ dove avveniva la raccolta, non avvenivano gli impieghi”. ” Forse un osservatorio specifico non guasterebbe, anche per evitare la
fastidiosa sensazione che quello del sistema delle banche sia, nel nostro paese, una sorta di terra di nessuno, potentemente autoreferenziale, sorda ai bisogni delle imprese, e in crisi per ragioni del tutto differenti da quelle attinenti la loro
mission – conclude la parlamentare – se peraltro e’ vero, come appare, che anche le sofferenze sono il risultato di una discrezionalita’ senza limiti nell’uso del denaro, orientato piu’ da amicizie e clientele che dai business plan delle
imprese”.

Paglia (SEL): Sostegno a sciopero bancari. Domani in piazza a Ravenna con i lavoratori

Sinistra Ecologia Libertà sostiene lo sciopero dei lavoratori del credito, perché ne condivide le ragioni, e domani saremo alla manifestazione indetta a Ravenna dai sindacati di categoria con la presenza in piazza dell’onorevole Paglia.

La disdetta unilaterale del CCNL messa in campo da ABI rappresenta infatti un atto grave – argomenta Paglia – e interviene in un momento particolarmente delicato per il settore e quindi per il sistema economico italiano.
La crisi ha infatti portato alla luce tutte le criticità di un apparato produttivo eccessivamente dipendente dai finanziamenti bancari, con la doppia conseguenza dell’aumento esponenziale dei crediti deteriorati e della chiusura dei canali di prestito alle imprese.
Oggi più che mai non è quindi il momento di scelte unilaterali – prosegue il deputato di SEL – ma al contrario di rimettere il sistema del credito al centro dell’attenzione politica, e del governo in particolare, per individuare soluzioni che rafforzino la capacità delle banche di essere al servizio di famiglie e imprese.
Per fare questo – conclude Paglia – non si può prescindere da un forte coinvolgimento dei lavoratori e dal ripristino di corrette relazioni sindacali.

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