Cgil e Apac sull’aumento aliquota nella gestione separata INPS per le Partite IVA

In riferimento all’iniziativa promossa da diverse associazioni professionali con la quale si chiede al Governo e al Parlamento di non procedere all’aumento dell’aliquota contributiva per le partite IVA individuali “esclusive” attualmente iscritte alla gestione separata Inps (circa 200.000 lavoratori), siamo a ribadire la posizione della Cgil così come è emersa dalla Conferenza nazionale di indirizzo tenutasi recentemente.
La Cgil ritiene che anche per questa parte del mondo del lavoro sia indispensabile garantire un futuro previdenziale attraverso il sistema pubblico e la sua sostenibilità. Questo presuppone la necessità di giungere ad un sistema uniforme e generale di contribuzione in parallelo all’introduzione di tutele sociali universali e di reddito, di cui oggi questi lavoratori autonomi sono sprovvisti. Esistono, quindi, precondizioni necessarie senza le quali non è possibile procedere, allo stato, ad allineare la contribuzione delle partite IVA iscritte alla gestione separata a quella degli altri lavoratori.
Tali precondizioni riguardano:
– il diritto a compensi minimi ed equi che evitino di scaricare unicamente sui lavoratori il peso di tutto il costo previdenziale che invece va ripartito con i committenti
– i diritti sociali in capo alla persona che consenta l’accesso a maternità, malattia, ammortizzatori sociali, di cui si devono far carico la legislazione e la stessa contrattazione.
Per queste ragioni la Cgil è impegnata a sostenere tutte quelle iniziative utili a raggiungere questi obiettivi, anche attraverso la presentazione di emendamenti di legge per acquisire le precondizioni di cui sopra, e nel contempo contrastare i tentativi di fuori uscita dal sistema pubblico previdenziale che invece noi vogliamo difendere e rendere uniforme per tutti i lavoratori.

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