Consob: anomalie sul funzionamento commissione

LETTERA DELLA FISAC E CGIL – Unità, Repubblica e Corriere della Sera

”Una serie di delibere organizzative rende di fatto meramente eventuale la corretta e proficua circolarita’ delle informazioni tra collegio e unita’ organizzative preposte all’attivita’ di vigilanza”. E’ uno dei passaggi della lettera inviata ai vertici della Consob, la Commissione di vigilanza sulla Borsa e firmata da Agostino Megale, segretario generale della Fisac Cgil e da Fabrizio Solari, segretario confederale della Cgil, con delega ai problemi del credito, risparmio e finanza. Secondo la Cgil, i casi da discutere in Commissione, sulla base della nuova organizzazione scelta, ”verrebbero filtrati dal presidente, dall’ufficio di presidenza e dal direttore generale”. Questi tre ruoli assumerebbero quindi una ”dimensione sovraordinata al collegio, non conforme – si legge nella lettera inviata ai vertici della Commissione stessa – all’assetto voluto dal legislatore”. La preoccupazione per il ruolo che la Consob svolge e che deve svolgere a maggior ragione in un momento di crisi come l’attuale (tra l’altro scaturita proprio nell’ambito della finanza) e’ molto alta. ”Abbiamo espresso le nostre preoccupazioni – scrivono Megale e Solari – ma continuiamo a credere che il dialogo sia il modo migliore per superare perplessita’ e contrapposizioni”. La preoccupazione del sindacato che invita anche le altre forze sociali e le associazioni dei consumatori a farsi carico del problema, e’ resa ancora piu’ attuale visti alcuni recenti episodi di cronaca che hanno portato alla luce dell’informazione nazionale comportamenti anomali e comunque non in linea con la missione precipua di un istituto che dovrebbe vigilare sui mercati per salvaguardare gli interessi dei risparmiatori e dei cittadini.

da L’Unità

Consob sotto accusa. La Cgil ha divulgato ieri una lettera inviata ai vertici della commissione che punta il dito contro la gestione Vegas. Secondo i sindacalisti una serie di interventi interni punterebbe a creare una sorta di filtro dell’ufficio di presidenza sui casi da vigilare. Secondo la riorganizzazione presentata alle rappresentanze sindacali a fine luglio «i casi da discutere in commissione scrive la Cgil verrebbero filtrati dal presidente, dall’ufficio di presidenza e dal direttore generale. Tali ultimi tre ruoli assumerebbero una dimensione sovraordinata al collegio, non conforme a nostro avviso all’assetto voluto dal legislatore». CHI DECIDE «Formalmente a decidere sui casi da vigilare sarebbero i commissari spie- ga Agostino Megale, segretario generale Fisac Cgil e firmatario della lettera assieme a Fabrizio Solari, segretario confederale Cgil ma sostanzialmente c’è un cerchio magico che filtra e dosa le informazioni su cui si agisce». Secondo Megale in questo modo si toglie trasparenza all’azione della Commissione. «I flussi di informazione per assumere decisioni continua il sindacalista devono essere patrimonio di tutta la struttura». La lettera denuncia anche il fatto che «il collegio attualmente in carica si legge non sembra aver svolto, sempre con sufficiente soddisfazione per i risparmiatori e i cittadini tutti, i compiti che la legge e le aspettative degli investitori esigono». La missiva ricorda che in alcuni casi si sono resi necessari interventi della magistratura e «hanno mostrato una Consob quanto meno poco tempestiva», scrive la Cgil. Il riferimento è al caso Unipol riferiscono fonti sindacali e all’incontro di Giuseppe Vegas con i vertici Mediobanca nel gennaio scorso definito «irrituale» dal commissario Michele Pezzinga. La Consob, interpellata, non replica alla lettera, perché «non ci è stata recapitata, e non rispondiamo a cose divulgate a mezzo stampa», fanno sapere gli uffici di Vegas. Il sindacato, di contro, ribatte che la lettera è stata debitamente consegnata e protocollata venerdì scorso, assieme alla documentazione prevista dalla procedura interna. In occasione di riorganizzazioni, infatti, le procedure prevedono una serie di informative ai rappresentanti dei lavoratori. l’iter è iniziato a fine luglio e si è concluso a fine agosto, con il deposito per l’appunto della documentazione e della lettera. Quella di oggi è già la seconda riorganizzazione degli uffici della gestione Vegas. Già in occasione del primo intervento la Cgil aveva sollevato obiezioni e si era rivolta al premier Mario Monti per segnalare il pericolo dell mosse interne. Oltre a Monti, erano stati informati anche il sottosegretario Antonio Catricalà e i capigruppo delle forze politiche presenti in Parlamento. Oggi la seconda lettera, che non lascia spazio a equivoci. Soprattutto sul presidente. «Forti perplessità destano anche alcune anomalie si legge ancora nella missiva nel funzionamento interno alla Consob. A partire dal presidente, nominato quando ancora era viceministro del ministero dell’Economia, subito seguito dal direttore generale (Gaetano Caputi, ndr), il quale ancora oggi ricopre più incarichi pubblici». Ancora più forte il j’accuse sulle specializzazioni interne, di cui si denuncia «una mortificazione condotta con pervicace determinazione». . Una lettera del sindacato contro la linea di Vegas . Un filtro del presidente sui casi da vigilare Così la Commissione rischia di essere inadeguata in un momento molto delicato

da Repubblica

Braccio di ferro tra la Consob e i sindacati.Il malumore verte sull’ennesima proposta di ristrutturare il lavoro e i compiti degli uffici, che rischia di creare un filtro che rende «meramente eventuale la corretta e proficua circolarità delle informazioni» tra la struttura collegiale (cioè i commissari) e le «unità organizzative preposte alle attivitàdivigilanza», dunque i funzionari della Consob. E’ quanto scrive in una lettera indirizzata ai vertici della Commissione la Fisac Cgil. Già la presentazione della nuova proposta è stata »irrituale», scrive poi un altro sindacato, interno stavolta, la Falbi, in quanto la direttiva è stata pubblicata sul sito prima di essere stata sottopo sta ai sindacati, come prevede la legge. Per la Falbi la nuova mossa rischia «di generare uno stato di confusione e conseguente malessere organizzativo» dopo le riorganizzazioni già vissute nell’ultimo anno. Le critiche del sindacato non risparmiano il presente: «Dobbiamo constatare con grande preoccupazione scrive la Fisac che il collegio attualmente in carica non sembra aver svolto sempre con sufficiente soddisfazione per i risparmiatori i compiti che la legge e le aspettative degli investitori esigono». Scendendo poi nel merito di questa riorganizzazione, il sindacato teme che il presidente, il direttore generale e l’ufficio di presidenza possano trovarsi a svolgere «procedure di filtro» che non sono «funzionali e possono pregiudicare i compiti di trasparenza e di vigilanza» della Consob». Per la Fisac i tre ruoli assumerebbero una «dimensione sovraordinata al collegio»

da Corriere della Sera

«Una serie di delibere organizzative rende, di fatto meramente eventuale la corretta e proficua circolarità delle informazioni tra collegio e unità organizzative preposte all’attività di vigilanza». Secondo la Fisac Cgil ci sarebbero anomalie nel funzionamento della vigilanza della Consob sui mercati finanziari. In una lettera inviata alla Commissione il segretario generale Agostino Megale, e il segretario confederale della Cgil, Fabrizio Solari, hanno manifestato le loro preoccupazioni visto «il ruolo che la Consob svolge e che deve svolgere, a maggior ragione in un momento di crisi». Il problema per i due sindacalisti deriverebbe dal fatto che i casi da discutere in commissione «verrebbero filtrati dal presidente, dall’ufficio di presidenza e dal direttore generale» e questo darebbe una «dimensione sovraordinata al collegio, non conforme all’assetto voluto dal legislatore». Megale e Solari non preannunciano azioni ma spiegano di «continuare a credere che il dialogo sía auspicabile». Però hanno chiamato a raccolta le altre forze sociali e le associazioni dei consumatori perché anche loro si facciano carico del problema affinché la Consob torni a svolgere «la missione precipua di un istituto che dovrebbe vigilare sui mercati per salvaguardare gli interessi dei risparmiatori e dei cittadini».

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