Palermo: sit-in del 19 novembre

Palermo

Caro Sig. Ghizzoni ,
le relazioni sindacali sono interrotte, ma ciò non ci impedisce di rappresentarLe le ragioni della nostra partecipazione a questo sit-in .
La disdetta del CCNL ha aperto una stagione nuova, più difficile, delle relazioni sindacali, mantenute sino ad ora su un livello di confronto che ha consentito di affrontare le riorganizzazioni del nostro settore, della nostra Banca, garantendo le migliori garanzie possibili ai colleghi che sono andati in esodo e la tutela dei diritti di coloro che sono rimasti.
L’ABI di cui Lei fa parte, adesso ha scelto la strada dello scontro arrivando ad umiliare i lavoratori e le lavoratrici del settore, sostenendo che sono troppi, inadeguati e resistenti al cambiamento.
Abbiamo già rappresentato le motivazioni per cui la cancellazione del contratto ci penalizza ancora di più come donne e oggi desideriamo ribadirlo dalla Sicilia, da Palermo, da un territorio che certamente ha pagato più di altri le ristrutturazioni della Banca, in termini di livelli occupazionali, di mobilità professionale, di perdita di attività qualificanti (nel nostro territorio vengono trasferite attività a tempo e c’è un proliferare di task-force che precarizza il lavoro e la vita delle persone).
Da Palermo, dove in UBIS S.C.p.A. viene allargato il perimetro dei lavoratori esternalizzabili e le attività più qualificanti vengono destinate ai poli del centro- nord.
Palermo e la Sicilia non possono più sostenere la perdita di lavoro oltre i tagli degli ultimi anni di 12.000 posti di lavoro solo nel settore bancario.
Ieri sera Palermo si è stretta attorno ai magistrati minacciati dalla mafia per difendere, insieme a loro, la dignità e la libertà di tutti i siciliani.
Dignità e libertà che in Sicilia più che in altre realtà debbono essere coniugate con lavoro e occupazione. Unicredit in Sicilia è andata nella direzione opposta e ne sono testimonianza i numerosi palazzi, oggi, vuoti che, sin dalla nascita della Banca, hanno occupato migliaia di lavoratori bancari.
In un territorio dove le lavoratrici pagano più che altrove la perdita di lavoro e la mancanza di una organizzazione aziendale che tenga conto dei bisogni delle donne in tema di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, delle esigenze delle mamme con figli portatori di handicap che rimangono inascoltate dai vari H.R. , specializzati, ormai, soltanto nella gestione quantitativa di organici piuttosto che nella più difficile funzione di gestione delle risorse per poter conciliare, in maniera efficace, le esigenze aziendali con attitudini e professionalità delle persone.
La disdetta del CCNL aggrava tutto questo .
La mancanza di una cornice unica di regole penalizzerebbe soprattutto le donne.
Le norme sulla mobilità, inquadramenti, sul part-time, sulle Commissioni di Pari Opportunità vanno migliorate e non cancellate per consentire alle donne di dispiegare la propria professionalità senza sacrificare in maniera intollerabile le proprie esigenze di vita oppure tacitare le proprie aspettative professionali per necessità di cura familiare, molto più presenti nel nostro territorio per mancanza di servizi adeguati.
Per questo siamo qua Sig. Ghizzoni e parteciperemo al sit-in per riaffermare che vogliamo un CCNL, vogliamo che venga ritirata la disdetta, e Le rivolgiamo l’invito ad adoperarsi in questo senso presso l’ABI dove la sua voce, per la posizione da lei rivestita in seno all’Associazione, non potrà rimanere di certo inascoltata.

Palermo 19 novembre ’13
COORDINAMENTO DONNE FISAC UNICREDIT SICILIA

Back to top button