Disdetta del CCNL BCC : alcuni possibili scenari

Martedì scorso, 26 novembre, Federcasse ha disdettato unilateralmente il CCNL del nostro comparto.

Su questo tema Vi abbiamo già informato, ed altre informazioni arriveranno dalle nostre strutture nazionali, in particolare riguardo alle iniziative che, unitariamente, verranno decise.

Noi vorremmo soffermarci su due aspetti.

Il primo riguarda le dichiarazioni riportate sulla stampa rilasciate dal Presidente della Federazione Trentina, Diego Schelfi.

Leggiamo che il Presidente vuole rassicurare i dipendenti dicendo che “i rapporti con i sindacati sono e sono sempre stati ottimi…..” e che “…..faremo di tutto per non sfilacciarli in futuro.”

Infine dice che “…la scelta della disdetta era una via obbligata vista la situazione generale…..”.

Diciamo subito che se abbiamo dei dubbi sulla bontà dei rapporti sindacali fino ad ora, ne abbiamo meno su quelli futuri semplicemente perché la disdetta non “sfilaccia” tali rapporti, li recide. Leggiamo, tra le righe, il solito “metodo Trentino” dove si cerca di far passare il concetto che qui da noi è diverso, che da noi non succederà nulla di grave, che tra di noi poi ci metteremo d’accordo, ed altre amenità di questo tipo.

Per noi, per la Fisac Cgil, non è così. A noi la politica della “pacca sulla spalla”, del “siamo tutti sulla stessa barca” ecc. ecc. non è mai piaciuta.

A noi piace la chiarezza.
E allora per chiarezza, Presidente Schelfi, visto che è componente il comitato esecutivo (composto da 15 presidenti) che ha disdettato il contratto,
– ci dica se ha votato o meno per tale disdetta,
– ci dica se è d’accordo con la disdetta o se preferisce (o avrebbe preferito) un approccio diverso, concordato,
– ci dica quale è la posizione della Federazione Trentina,
– ci dica se può essere compatibile votare la disdetta del CCNL ed auspicare nel contempo rapporti sereni con le Organizzazioni Sindacali e con i colleghi e le colleghe del Movimento Cooperativo.

Perché la disdetta di un CCNL è un atto OSTILE, fortemente ostile, verso le lavoratrici ed i lavoratori del settore. E di fronte ad un atto “ostile” la risposta non sarà che “…forse i rapporti si sfilacceranno….” ma sarà quella di una forte risposta di rottura, di lotta.

La seconda semplice riflessione riguarda il valore del Contratto Nazionale.
In particolare, nella lettera di disdetta, c’è una frase che ha attirato la nostra attenzione.
“In questo contesto……(il Contratto – ndr) deve mantenere la possibilità di assicurare, da un lato l’opportuna uniformità delle tutele e, dall’altro, l’esaltazione delle specificità localistiche della Categoria, fermo restando la necessaria sostenibilità del costo del lavoro, tempo per tempo”.

Leggiamo in questa frase l’intenzione di indebolire il Contratto Nazionale a favore dei contratti Provinciali e/o aziendali.
Nei momenti di crescita economica la logica di puntare sui contratti Provinciali può anche essere giusta perché si può così intercettare, nei Premi di Risultato, la maggiore ricchezza prodotta dai territori e dalle aziende virtuose.
Quando invece si devono affrontare periodi di crisi (e l’attuale è particolarmente difficile) è utile avere una forte garanzia dal Contratto Nazionale, perché è il solo elemento che può difendere la categoria. Solo se riusciamo a stare uniti e compatti possiamo pensare anche di essere forti e di mantenere le tutele.
Dobbiamo per questo evitare fughe “localistiche”, cercare scorciatoie territoriali che non farebbero altro che indebolire tutti i colleghi e le colleghe, da Bolzano a Siracusa.

Prima di tutto difendiamo il nostro Contratto Nazionale, senza se e senza ma, e poi, “acquisite” le garanzie fondamentali in esso contenute, pensiamo alla sua applicazione nei singoli territori.

Un cordiale saluto
La Fisac Cgil del Trentino

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