Lazio – La vocazione «etica» della previdenza complementare

 

 

 

 

 

La stagione delle assemblee societarie entra nel vivo in primavera e grazie ai nuovi strumenti contenuti nel codice di autoregolamentazione delle società quotate, gli azionisti hanno più occasioni di controllo su aspetti importanti della gestione societaria come i profili di rischio assunti dalla società e le retribuzioni dei manager, su cui ci sono ora regole più stringenti. Anche se ancora disattese: Assonime ha pubblicato uno studio sulle retribuzioni dei manager segnalate nei bilanci chiusi nel 2012, dal quale emerge che solo pochissime società avevano comunicato per esempio i criteri per le liquidazioni dei manager.

E i risparmiatori resteranno, come le stelle di A.J. Cronin, a guardare? Molti sì, qualcuno però si attrezza e con le assemblee scatteranno anche gli esperimenti italiani di azionariato attivo, la pratica “made in Usa” (dove si usano i termini engagement, shareholder activism), che fa sentire la voce degli azionisti, rappresentandone interessi e istanze, nelle sedi sociali. Già le azioni messe in atto in passato hanno toccato i temi delle remunerazioni dei manager e anche nel 2013 il fronte dei compensi è destinato a restare caldo, oltretutto con il vento in poppa del referendum svizzero del 3 marzo scorso e lo stop dei giorni scorsi della Banca d’Italia alle banche in materia di remunerazione dei manager e di distribuzione dei dividendi. Non è però meno importante l’attenzione segnalata da questi interventi, come quelli del Fapa (fondo pensione dei dipendenti di Intesa-San Paolo) e di Etica Sgr relativi ai temi ambientali e sociali, in particolare dei diritti sindacali e civili dei lavoratori. Temi sui quali anche quest’anno c’è da aspettarsi una rinnovata attenzione.

 
 

L’intervento dei fondi pensione è un po’ il futuro immediato dell’azionariato attivo in Italia. Tanto che il Forum della finanza sostenibile (associazione che raccoglie gli operatori del mondo della finanza interessati a questo tema), ha attivato un gruppo di lavoro sull’azionariato attivo nei processi di investimento delle forme pensionistiche complementari (si veda anche l’intervista in basso), per arrivare a linee guida sull’engagement dei fondi pensione.
Gli esperimenti italiani (ma non solo) sono legati soprattutto al mondo della finanza sostenibile e interessati alle questioni relative all’ambiente sociale e naturale oltre che di governance delle società.

Ci sono poi associazioni di azionisti, legate per lo più a specifiche imprese. La vera mancanza è sul fronte dei soggetti che raccolgono le deleghe di una platea di cassettisti, che avendo a loro volta azioni di più imprese, certamente non si recheranno a fare massa critica in tutte le assemblee. Come si diceva Etica Sgr è un gestore che ormai vanta una tradizione consolidata in questo settore e che richiama l’importanza di una rappresentanza vasta per gli interventi di azionariato attivo. «Anche noi di Etica Sgr – dice Alessandra Viscovi, direttore generale della società – spesso interveniamo in assemblee di aziende straniere e lo facciamo associandoci alla rete Iccr (Interfaith Center on Corporate Responsibility, ndr), perché per fare sentire la propria voce occorre avere una rappresentanza ampia». Etica Sgr rende noti sul suo sito anche i risultati dell’attività svolta in questo campo, per cui i risparmiatori possono farsene un’idea consultando i resoconti degli anni scorsi.

Tratto da : ilsole24ore.com

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