Banco di Napoli: riunione attivi unitari

Il nove gennaio scorso le OO.SS. del Banco di Napoli hanno riunito gli attivi unitari.
L’iniziativa è stata decisa al fine di coordinare l’azione sindacale e di dare un forte segnale di compattezza tra le diverse sigle, in linea con la vertenza sul rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro ed in prosecuzione con lo sciopero del 31 ottobre dello scorso anno.
I partecipanti, dopo aver sottolineato la crescente insoddisfazione dei colleghi e la progressiva disaffezione al lavoro, hanno focalizzato l’attenzione sui seguenti temi:
pressioni commerciali, portafogli non presidiati, organici, salute e sicurezza, straordinario.
I lusinghieri risultati degli ultimi mesi sono stati ottenuti, a nostro parere, peggiorando in modo consistente le condizioni di vita e di lavoro dei colleghi e con il progressivo estendersi di comportamenti datoriali che sfociano in vere e proprie pressioni commerciali.
La pur sbandierata attenzione al risultato da parte aziendale poi non trova riscontro nell’approntamento di adeguate risorse.
Da tempo infatti le OO.SS. denunciano organici inadeguati, filiali flexi con personale assolutamente insufficiente ad assicurare un normale livello di servizio alla clientela e turnazioni compatibili con una vita privata accettabile, portafogli sovradimensionati o non assegnati e cambi di turno troppo repentini.
L’iniziativa avviata avrà quindi come obiettivo una mappatura puntuale di tali contraddizioni ed una quantificazione oggettiva del personale necessario alla corretta applicazione del modello commerciale che l’Azienda ha scelto.
Analogamente le OO.SS. intendono evidenziare come, mentre l’azienda non paga lo straordinario, molti risultati vengono raggiunti grazie alla prestazione fuori orario di colleghi che, per un malinteso senso di responsabilità, si trattengono dopo la chiusura , non autorizzati ma tollerati dall’azienda.
Né la buona fede dei lavoratori né la finta miopia dell’azienda bastano a camuffare una fattispecie peggiore del lavoro nero, resa ancor più paradossale dall’incessante ritornello degli esuberi.
I sopralluoghi che queste organizzazioni effettueranno nei luoghi di lavoro avranno come obiettivo quello di far emergere un fenomeno, quello dello straordinario non pagato, che noi sappiamo esistente, con tutte le conseguenze, anche giuridiche, del caso.
Analoga attenzione verrà poi posta sulle condizioni di lavoro, sulla qualità di arredi e locali, sul rispetto della normativa posta dalle leggi in tema di salute e sicurezza.
Da tempo denunciamo come l’apertura di cantieri spesso sfoci in condizioni di lavoro inaccettabili e nel mancato rispetto delle normative connesse. L’incidente verificatosi a Bari ultimamente ne è la riprova.
La riunione ha anche sottolineato come si renda necessaria una moratoria sulla chiusura delle filiali in attesa di criteri chiari nella scelta dei punti operativi interessati. Ad oggi le OO.SS. non ritengono comprensibili tali scelte.
Nel calderone delle chiusure si riscontrano infatti filiali con E.V.A. sia negativo che positivo, filiali da poco ristrutturate con notevoli investimenti, filiali 100×100 commerciali, che dovevano essere un punto di forza.
Per il successo di questa iniziativa sarà però determinante la partecipazione dei colleghi tutti.
Dobbiamo comprendere che una corretta applicazione del vigente contratto, la concreta esigibilità dei diritti, il rispetto pedissequo delle normative vigenti sono tutti elementi necessari al fine di evitare contestazioni disciplinari, di mantenere dignitose condizioni di lavoro e di far emergere le contraddizioni insite nelle stesse decisioni del nostro vertice.
LE SEGRETERIE DI COORDINAMENTO
I COORDINATORI DI AREA
Napoli, 21 Gennaio 2014
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