Banca Monte Parma: Comunicato Incontro con Intesa San Paolo

In data odierna, a Milano, è proseguito l’incontro sindacale con la delegazione aziendale di Banca Monte Parma e del Gruppo Intesa Sanpaolo per la verifica congiunta dell’accordo del 2012.
Nel corso dell’incontro, anziché procedere al rispetto dell’accordo 14.01.2012, con la definizione di tutti gli aspetti contrattuali dell’equiparazione economica e normativa dei colleghi di Banca Monte Parma nel Gruppo ISP, la delegazione aziendale (Banca e Gruppo) si è presentata concentrando nuovamente l’attenzione sull’andamento della Banca, senza fornirci gli ulteriori dati informativi richiesti.
Oltre a ciò, l’azienda ha richiesto ulteriori riduzioni del costo del lavoro, a carico dei dipendenti, attraverso la proroga dell’accordo esistente, con l’intento di rimandare ulteriormente il nostro ingresso, a tutti gli effetti, nel Gruppo.
L’azienda ritiene, quindi, che i sacrifici che i colleghi hanno sostenuto in questi 2 anni terribili, vissuti in condizioni di enorme difficoltà operativa – che abbiamo più volte denunciato – sobbarcandosi anche i disagi di una gestione commerciale e organizzativa aziendale più che deficitaria, non siano stati sufficienti e che, quindi, il “purgatorio” dei dipendenti debba ancora continuare, con le riduzioni retributive tuttora esistenti per un ulteriore periodo di tempo.
Ciò avrebbe significato, non solo il mantenimento delle attuali penalizzazioni, ma anche la volontà di tenere Banca Monte Parma in uno stato di differenziazione rispetto a tutte le altre “banche del territorio” del Gruppo, con gli evidenti rischi che tutto ciò potrebbe comportare per la prospettiva futura.
L’azienda vorrebbe, in questo modo, far ricadere l’andamento della Banca sui dipendenti colpendo i loro diritti, le loro retribuzioni.
I problemi di bilancio, non sono certamente ascrivibili ai lavoratori e neppure al costo del lavoro, diminuito, rispetto al 2011, di quasi il 30% ma, semmai alle scelte del management aziendale.
Invece, vogliono far pagare tutto ciò a NOI, ai lavoratori, trasferendo il “rischio di impresa” sul lavoro; e in più, ci troveremmo di fronte, fra pochi mesi, ad un’ulteriore operazione di ristrutturazione e riorganizzazione nel Piano di Impresa del Gruppo, che si preannuncia molto pesante, e che ci colpirebbe ulteriormente.
A fronte del tentativo, da parte del Sindacato, di individuare possibili soluzioni, la risposta della delegazione aziendale e stata perentoria: nessuna alternativa possibile, nessuna compensazione possibile, nessuna garanzia che in futuro – magari fra pochi mesi col Piano di Impresa – non saremmo chiamati, nuovamente, a pagare – per l’ennesima volta – iniziative di ristrutturazione.
E, contestualmente al rifiuto di qualsiasi possibilità di soluzione alternativa, di garanzia sul futuro, la delegazione aziendale ci ha consegnato, una lettera, già predisposta, per l’avvio di una nuova procedura di ristrutturazione e riorganizzazione di Banca Monte Parma, con tensioni occupazionali, nella quale l’azienda dichiara la necessità di ridurre in via strutturale il costo del lavoro di ulteriori 3 milioni di euro, con almeno 50 esuberi di personale …
RITENIAMO TUTTO CIO’ INACCETTABILE !!!
Questa è la moneta con la quale l’azienda intende pagare l’impegno, i sacrifici, la competenza e la professionalità che i colleghi hanno profuso in questi due anni.
Questa è la situazione; procederemo ad avviare il confronto contrattualmente previsto e a mettere in atto tutte le iniziative più opportune, con il pieno coinvolgimento e la partecipazione di tutti.
Milano, 24 gennaio 2014
RSA Banca Monte Parma e
Delegazione Gruppo Intesa Sanpaolo
FABI–FIBA/CISL–FISAC/CGIL–UILCA

20140124 comunicato sindacale incontro con isp bmonte

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