Record dividendi nel 2013, per la prima volta oltre 1000 mld

da Repubblica.it Per la prima volta nella storia, i dividendi pagati dalle società quotate a livello globale nel 2013 hanno superato la soglia dei 1.000 miliardi di dollari. A testimonianza di come la crescita dei corsi azionari, l’anno scorso, sia stata affiancata da una super-remunerazione degli azionisti attraverso la distribuzione degli utili delle società quotate. Secondo uno studio di Henderson Global Investors, l’anno scorso sono stati distribuiti dividendi per 1.030 miliardi di dollari, il 40% in più rispetto ai 717 miliardi del 2009. Come riporta il Financial Times, i mercati emergenti hanno guadagnato slancio come fonte di introito per gli investitori (società come China Mobile e China Construction Bank sono passate da circa 2,7 miliardi nel 2009 a circa 10,4 miliardi l’anno scorso). Anche grazie a queste spinte, ora i dividendi pagati dalle compagnie dei mercati emergenti hanno totalizzato il doppio di quanto distribuito nel 2009. E’ passato così in secondo piano l’indebolimento di molte valute dei mercati emergenti, che ad esempio in Brasile hanno portato a forti svalutazioni nei confronti del dollaro. Di contro, l’Europa ha perso terreno (escludendo la Gran Bretagna, le cedole staccate sono calate al 20% del totale, dal 30% del 2009). A fare la parte del leone sono ancora le società americane, tra cui Exxon Mobil e General Electric, che pagano ancora i dividendi più alti, circa un terzo del totale. Quanto ai settori più generosi verso gli azionisti, quello finanziario ha visto aumentare il proprio contributo al monte dividendi complessivo dal 17 per cento del 2009 all’attuale 21 per cento. Secondo Alex Crooke di Henderson Global Investors, il trend dovrebbe proseguire: “Ci aspettiamo che i dividendi dai gruppi finanziari proseguano la loro crescita, visto che il settore bancario continua a rafforzarsi”. Anche dalle compagnie tecnologiche ci si attende maggiore genrosità, visto che il loro business va verso la maturità e “cresce la pressione degli azionisti per una maggiore remunerazione”, come sta accadendo in casa Apple. Sul fondo della graduatoria, invece, le utility che hanno distribuito appena l’8% dei dividendi globali. “E’ una sfida difficile mantenere o aumentare quei livelli di remunerazione, visto che molte di loro sono sotto pressione da parte delle autorità per mantenere le tariffe basse”.

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