Ubis: loro risparmiano e noi ……… paghiamo

Dopo l’incontro che ha registrato la discussione sui problemi delle Tesorerie Enti e del quale già si è detto nello scorso volantino, nella giornata del 28 Febbraio si è proseguito il confronto con l’intento, da parte aziendale, di illustrare le ennesime ristrutturazioni, ormai quasi quotidiane, che attraversano la nostra Azienda e coinvolgono Lavoratrici e Lavoratori.
Di recente, nell’ambito della Banking Service Lines Management, è stata costituita una struttura denominata Transformation Office che, secondo l’Azienda, avrà il compito di sviluppare iniziative di trasformazione sulle linee produttive di UBIS e di “implementare programmi dedicati al raggiungimento degli obiettivi societari di efficientamento di medio/lungo termine”.
Conseguentemente alle richieste di chiarimento da noi formulate nel precedente incontro del 11 febbraio, la Direzione aziendale ha affermato che la struttura in oggetto ricopre una funzione di elaborazione progettuale a respiro internazionale, che guarda anche agli “HUB” esteri di UBIS, con un approccio assimilabile a quello che ha caratterizzato il progetto “Oratio” che, come noto, ha visto il trasferimento di attività all’interno dei vari Poli italiani di UBIS e la riconversione di centinaia di Lavoratori/trici.
Al di là della nuova denominazione, il ruolo assegnato a questa struttura appare chiaro e per nulla rassicurante; l’impianto progettuale che ci è stato presentato porta in modo ineludibile a perseguire un unico
e ossessivo risultato: la riduzione dei costi.
Peraltro, il fatto che l’ufficio “Market Development”, attualmente facente parte della struttura, sia destinato al trasferimento in Holding nei prossimi mesi, è un segnale preciso e non fa che accrescere le già forti preoccupazioni, poiché è potenzialmente estesa a tutto il Gruppo quella modalità di analisi e progettazione che ha portato negli ultimi due anni all’esternalizzazione, attraverso il famigerato Programma Newton, di circa 650 Lavoratori/trici.
Da parte nostra abbiamo ribadito tutta la nostra assoluta contrarietà verso “scelte strategiche” che, come già praticato nel passato attraverso delocalizzazioni ed esternalizzazioni, possano portare all’ennesima pesante “spending review” caricata sempre e solo sulle spalle dei Lavoratori/trici.
Il nostro giudizio pesantemente negativo sulle esternalizzazioni è confermato dalle condizioni estremamente critiche vissute quotidianamente dai colleghi confluiti nelle NEWCO già realizzate, a partire da ES SSC, costituita con sbandierati propositi aziendali di “conquista” di quote di mercato, che registra a due anni dalla sua costituzione (maggio 2012) uno zero assoluto alla voce clienti ed un preoccupante fenomeno di trasferimento di attività verso HP Polonia.
Riteniamo indispensabile un intervento di UBIS / Unicredit allo scopo di risolvere le molteplici criticità presenti e ingiustificabili.
Per quanto riguarda la Videosorveglianza, delicato argomento all’ordine del giorno, è stato siglato un Accordo quadro in materia; sulla base delle previsioni e delle attribuzioni stabilite dalle vigenti disposizioni legislative, le Rappresentanze Sindacali Aziendali dei Poli interessati esperiranno, presso le singole unità produttive, la prevista fase di confronto con l’Azienda.
Milano, 4 Marzo 2014
La Segreteria di Coordinamento della FISAC/CGIL di UBIS
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