Le aziende confiscate sono un bene di tutti!

By: TROBRILLANT Frédéric – All Rights Reserved

Sono passati decenni dall’entrata in vigore della legge Rognoni – La Torre e sono migliaia i beni sequestrati e confiscati alle mafie. Beni mobili e immobili, aziende industriali, agricole e commerciali pronte ad essere utilizzate. Se però si osserva la situazione di queste imprese sequestrate poche sono tornate a produrre e spesso le aziende rischiano, una volta concluso il lungo percorso di “bonifica” di non riaprire i battenti, disperdendo il patrimonio produttivo e generando nuova disoccupazione.
Inserire norme in grado di agevolare l’attività delle aziende confiscate alle organizzazioni criminali, che, ad oggi, solo nel 10% dei casi, ‘sopravvivono’ alla confisca e, allo stesso tempo, introdurre tutele per i lavoratori delle stesse imprese. A questo obiettivo punta la proposta di legge di iniziativa popolare lanciata dalla Cgil e presentata a dicembre nel corso di conferenze stampa in tutta Italia e che ha dato il via alla raccolta delle firme per la presentazione della proposta.
In tutta Italia ci sono 12mila beni confiscati, 1663 sono aziende, un patrimonio immenso da ridare al mercato legale e ai lavoratori.
La raccolta delle firme “Ioriattivo il lavoro” è partita tecnicamente lo scorso 4 ottobre e termina a giugno 2013, ed ha già la piena adesione di Arci, Avviso Pubblico, Acli, Libera, SOS Impresa, Lega delle Cooperative, Centro Studi Pio La Torre e dall’Associazione Nazionale Magistrati. L’obbiettivo della  CGIL è raccogliere 500mila firme.
Le aziende confiscate sono un bene di tutti!
I 10 punti da aggiungere alla vecchia legge sono:
1.TRASPARENZA: costituire una banca dati nazionale delle aziende sequestrate e confiscate con l’obiettivo di tutelarne la posizione di mercato. La banca dati potrebbe diventare un utile elenco di fornitori per le amministrazioni pubbliche.
2. AGENZIA NAZIONALE: istituire presso l’Agenzia Nazionale un apposito ufficio dedicato alle attività produttive e alle relazioni sindacali con l’obiettivo di fornire tutto il supporto necessario per scongiurare il fallimento delle aziende sequestrate e confiscate e tutelarne i livelli occupazionali.
3. VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO: per rendere le aziende confiscate una nuova possibilità di sviluppo bisogna coinvolgere tutti gli operatori economici presenti sui territori. Creare dei tavoli provinciali, in collaborazione con l’Agenzia e le Prefetture, potrebbe favorire l’emersione alla legalità delle aziende e il pieno coinvolgimento del territorio.
4.TUTELA DEI LAVORATORI: la recente riforma Fornero ha abolito l’accesso agli ammortizzatori per i lavoratori delle aziende sequestrate e confiscate. La nostra proposta va in direzione opposta, garantendo a tutti i lavoratori e le lavoratrici vittime del sistema mafioso un sostegno al reddito e un percorso di reinserimento lavorativo.
5. LEGALITA’ DELLE IMPRESE: estendere e rafforzare il rating di legalità per le aziende sequestrate e confiscate, garantire
agevolazioni fiscali per chiunque gli commissioni lavori o forniture. Prevedere, inoltre, specifiche convenzioni tra le pubbliche amministrazioni e le aziende sottratte alle mafie per i lavori e le forniture sotto soglia.
6. RISTRUTTURAZIONE AZIENDALE: per risolvere il problema del credito bancario, per pagare gli stipendi dei lavoratori
e sostenere i costi dell’emersione alla legalità delle imprese si propone di istituire un apposito fondo di rotazione presso il Ministero dello Sviluppo Economico. Il Fondo sarebbe finanziato da una parte delle liquidità confiscate alla criminalità.
7. NO AL LAVORO NERO: favorire l’emersione dei rapporti di lavoro irregolari attraverso un complesso di interventi in favore dell’aziende sequestrate e confiscate. Si prevedono agevolazioni fiscali per la regolarizzazione e incentivi per la messa in sicurezza delle imprese.
8. CONCORDATO ANTICRISI: l’attuale legislazione prevede la liquidazione delle imprese che abbiano precedentemente  accumulato debiti. Per scongiurare il fallimento e per tutelare i lavoratori e i creditori si prevede l’estensione del concordato previsto dalla Legge Marzano per le aziende in crisi.
9. USO SOCIALE DELLE AZIENDE: si incentiva, attraverso un complesso di agevolazioni fiscali, la costituzione di cooperative dei lavoratori disposti a rilevare l’azienda. Il modello di riferimento sono le tante esperienze positive create dopo l’approvazione della 109/96 sul riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie. 

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