Governo: Camusso, la strada sulle tasse è quella giusta

By: Forum PACC BY-NC 2.0
Provvedimenti a favore dei redditi più bassi, 80 euro al mese (mille euro in più l’anno) in busta paga da maggio per chi guadagna 1500 euro nette al mese, intervento fiscale che usa anche la leva delle detrazioni come aveva chiesto il sindacato, aumento della tassazione sulle rendite finanziarie dal 20 al 26% (Bot esclusi) per reperire le risorse da destinare al lavoro e alla riduzione dell’Irap per le imprese, attenzione al lavoro delle donne a partire dai provvedimenti per la tutela della maternità (che con il governo Monti non arrivarono mai al traguardo) e soprattutto ricorso agli investimenti pubblici per rilanciare l’economia, con l’avvio della spesa effettiva sul piano scuola e sulle infrastrutture per l’assetto idrogeologico del Paese. E’ positivo il giudizio della Cgil sui provvedimenti varati ieri dal Consiglio dei ministri e illustrati dal premier Matteo Renzi con una conferenza stampa. “Mi verrebbe quasi da dire che il governo abbia letto il Piano del lavoro della Cgil che proprio da questi investimenti partiva per creare lavoro e dare risposte”, ha commentato ieri sera il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, durante la trasmissione Otto e mezzo su La7. Ora il dialogo può ripartire.

La strada scelta sulle tasse è quella giusta. “È molto positiva la scelta di intervenire subito sulla riduzione della tassazione per il lavoro dipendente. Vedo che il presidente ci ha ascoltato scegliendo di intervenire anche sulla parte di coloro che avendo un reddito fino a 8 mila euro di solito non rientrano mai in questi provvedimenti e di avere fatto riferimento non solo al lavoro dipendente ma anche agli assimilati, quindi alle forme di lavoro precario”, ha commentato Susanna Camusso. “Credo che questo sia un risultato assolutamente positivo pur avendo giustamente sottolineato il presidente del consiglio la possibilità di avere risorse, credo che si possa fare un passo in più e dare una restituzione anche ai pensionati. Credo sia positiva – ha aggiunto la leader della Cgil – la costruzione di un rapporto tra diminuzione dell’Irap alle imprese e le rendite finanziarie. C’è una scelta di favorire le imprese e gli investimenti attivi rispetto alla rendita, cosa che abbiamo lungamente rivendicato con i governi precedenti sul piano della redistribuzione”.

Attenzione alla liberalizzazione del mercato del lavoro. “Quando si risponde alle domande alle rivendicazioni che ci sono da tempo, non si può che essere contenti. Faremo un esame più attento quando vedremo i provvedimenti”, ha spiegato il segretario generale della Cgil, che però ci ha tenuto a precisare un punto: “Ci è parso di capire che nel decreto che viene fatto si introduca una ulteriore liberalizzazione dei contratti a termine senza causale, questo non mi sembra quello di cui ha bisogno il mercato del lavoro”.

Positivo l’annuncio della Legge delega sul lavoro. La Cgil giudica positiva anche la scelta della legge delega per la riforma del lavoro. “Positiva anche una legge delega sulle questioni del lavoro. Alcuni titoli – ha sottolineato ieri Susanna Camusso – ci paiono positivi. Non abbiamo fino ad ora capito cosa si intenda fare sugli ammortizzatori. Noi insistiamo su un sistema a due gambe: cassa integrazione e indennità di disoccupazione universali. E’ comunque positiva la scelta del disegno di legge perché permetterà di confrontarsi di discuterne, di confrontarsi con i gruppi parlamentari”. Ovviamente si tratterà di valutare nel merito i singoli provvedimenti.

Fare di più per i pensionati più poveri. ”Si può fare qualche cosa di più per i pensionati”, ha detto Susanna Camusso commentando le misure annunciate da Renzi dal punto di vista delle politiche previdenziali. L’aumento di 85 euro in busta paga ai redditi bassi è comunque ”un’ottima notizia, una scelta giusta per l’economia e un aumento della domanda”. In ogni caso, “per i pensionati più poveri si sarebbe potuto fare di più, ma oggi è un buon inizio.

Strana quella fretta di sopprimere il CNEL.”Un po’ strana questa fretta di abolire il Cnel”. Lo ha detto il segretario generale della Cgil Susanna Camusso parlando sempre a Otto e mezzo. “’Piuttosto il Cnel va riformato profondamente”. In ogni caso secondo la Cgil, “è strano questo accanimento su ogni forma di rappresentanza sociale”.

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