Spending Review: il piano Cottarelli attacco a sistema pubblico e welfare

By: n_tsuyoshi – All Rights Reserved
La Cgil si aspettava dalla spending review, “la cui finalità è sempre più fondamentale”, qualcosa “di meglio e di più, ovvero una maggiore lotta agli sprechi reali e non l’ennesimo attacco al sistema pubblico e del welfare”. E’ quanto afferma il responsabile dei Settori pubblici di corso d’Italia, Michele Gentile, in merito al rapporto del commissario per la revisione della spesa pubblica, Carlo Cottarelli, nel sollecitare il governo ad avviare un confronto con le parti sociali. La critica del sindacato parte dal fatto, osserva il dirigente sindacale, “che sarebbe molto interessante avere conoscenza delle fonti e dei ‘ragionamenti’ in base ai quali, secondo il commissario, vi sarebbero 85 mila esuberi tra i dipendenti pubblici, ‘compensabili’ con il blocco completo del turn over. Il tutto come se parlassimo di oggetti indistinti e non di professionalità e di competenze utili”.

Per Gentile, infatti, questi numeri “sembrano costruiti solo per fare teoremi e non per affrontare e risolvere problemi, così come ad esempio lo scioglimento di alcune amministrazioni pubbliche. Tra queste l’Aran, forse perché Cottarelli pensa che non vi debba essere più il rinnovo dei contratti collettivi per i dipendenti pubblici?, o il Cnel, la cui dismissione, che non condividiamo, deve passare attraverso una modifica della Costituzione. Solo due esempi ma, dalle cose che si leggono, in vari punti del piano di revisione ci si ritrova nella stessa situazione”. Tornando ai numeri, prosegue il sindacalista, “se ci si riferisce alle riforme in essere, ed in particolare al disegno di legge Delrio in tema di riordino del sistema delle autonomie locali, è bene far presente come innanzitutto i numeri non siano quelli e soprattutto, a meno di chiudere servizi pubblici fondamentali, come ad esempio i Centri per l’impiego, non vi siano esuberi ma solo una diversa distribuzione delle persone”.

In ogni caso, precisa Gentile, “forse il commissario Cottarelli avrebbe dovuto leggere il testo del ddl Delrio e, soprattutto, il protocollo firmato dal Ministro per gli Affari Regionali, della Pubblica Amministrazione, dalla Conferenza dei presidenti delle regioni e dall’Anci sulle forme di utilizzo del lavoro nelle riforme istituzionali. La stessa riproposizione ‘stantia’ del blocco generalizzato del turn over non tiene conto infatti degli effetti deleteri che questa misura, già presente dal 2008, sta producendo in servizi sensibili, come la sanità, l’assistenza ed i servizi ispettivi e di accertamento fiscale”. In sostanza il giudizio della Cgil è questo: “Per una spending review, la cui finalità è sempre più fondamentale, ci si aspettava comunque di meglio e di più, ovvero una maggiore lotta agli sprechi reali e non l’ennesimo attacco al sistema pubblico e del welfare. La revisione della spesa deve essere un’attività costante della politica e deve avere una sede formale nella quale ci si possa confrontare con le parti sociali, che faccia proposte condivise con i soggetti istituzionali. Attendiamo perciò che il governo convochi le parti per capire se le proposte di Cottarelli sono le stesse dell’esecutivo. In quella sede – conclude Gentile – presenteremo le nostre proposte contro gli sprechi, per una spesa pubblica efficace e fonte di moralizzazione e di crescita”.

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