Armamenti: le parole d’ordine sono chiarezza e trasparenza. Entro il 30 marzo una prima verifica sul Governo

By: Marco – All Rights Reserved

Al Senato è stata depositata un’ interrogazione al Ministro dell’ Economia e delle Finanze in materia di controllo sul trasferimento di materiali d’armamento. La firmataria è la senatrice Enza Blundo per aumentare la chiarezza e la trasparenza sulle mercato delle armi in Italia.
L’interrogazione riguarda il mondo bancario in particolare, perché chiede se si stanno apportando tutte le modifiche necessarie per far si che la Relazione annuale sulle importazioni e le esportazioni d’armamento previste dalla legge e che viene discussa in Parlamento entro il 30 marzo ( legge n.185/90) torni ad essere completa e trasparente come previste inizialmente dalla legge 185/90.
Negli ultimi anni la relazione è stata fortemente ridimensionata fino a venir giudicata non più idonea per un controllo del Parlamento e delle associazioni della società civile.
Sono infatti diversi anni e precisamente dal 2006 che la Relazione fatta dal Presidente del Consiglio dei ministri è carente di un allegato importante, quello che riporta l’indicazione delle singole operazioni autorizzate dal Ministero dell’economia e delle finanze agli istituti di credito, relative proprio all’esportazione delle armi italiane, che si chiama «Riepilogo in dettaglio suddiviso per Istituti di Credito».
Mancando questo allegato, praticamente tutte le banche, tutti gli istituti di credito vengono messi alla pari nei vari allegati e nel rapporto nella voce complessiva, ma non scorporate e non si vedono quindi quali banche hanno autorizzato, quali banche sono intervenute e quali no.
È previsto dalla legge ed è un elenco importantissimo, perché permette alla società civile, ai singoli correntisti interessati ai temi della responsabilità sociale di impresa e delle dichiarazioni etiche, di verificare se effettivamente le direttive e le intenzioni emanate negli ultimi anni da diversi ed importanti istituti di credito italiani in relazione ai servizi d’appoggio e al commercio di armi sono effettivamente attuate.
In particolare la Relazione veniva utilizzata dalla campagna di pressione “banche armate” che è stata promossa negli anni ottanta da tre riviste del mondo cattolico, missionari e pacifista (Missione Oggi, Mosaico di pace e Nigrizia) attive nella promozione di una legge nazionale per il controllo del commercio di armi italiane (Legge 185/90).
Oggi la Campagna ha un più ampio e variegato seguito nella società civile, coinvolge la Rete Italiana per il Disarmo (RID), la Rete ENAAT (European Network against Arms Trade) e raccoglie consensi trasversali con punte di dichiarata sensibilità anche nel mondo sindacale.

L’Ufficio RSI ha pubblicato una analisi specifica che vi invitiamo a leggere: Focus mercati controversi