Megale a Patuelli, basta esuberi, difesa occupazione priorità assoluta

By: purpleapple428
Roma, 27 marzo – “E’ ora di dire basta agli esuberi nel settore del credito. La difesa dell’occupazione è la priorità assoluta”. Così il segretario generale della Fisac Cgil, Agostino Megale, replica alle parole del presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, sugli esuberi determinati dalla recessione.“Il dottor Patuelli – afferma il leader della categoria del credito della Cgil – dovrebbe essere il primo a sapere che i circa 50 mila posti di lavoro persi negli ultimi 13 anni sono stati una costante, sia nei momenti di crescita e di sviluppo che nella fase di crisi drammatica degli ultimi sei anni. Per questo non è accettabile la retorica della recessione che produrrà nuovi esuberi nelle banche perché è il momento, e lo facciamo con l’ipotesi di piattaforma per il rinnovo del contratto, di mettere al centro come priorità assoluta la difesa dell’occupazione e dell’area contrattuale per contrastare i processi di esternalizzazione”.
Inoltre, prosegue Megale, “il presidente dell’Abi deve far pace con se stesso e decidere se sceglie la via del dialogo e del confronto o quella dell’attacco all’occupazione. Strada quest’ultima che sarà contrastata con fermezza, a partire dalla difesa dei diritti di contrattazione di secondo livello. È ora di dirlo forte e chiaro che, pur nel mezzo della crisi, ciò che consente al sistema del credito di tenere è la grande capacità professionale delle lavoratici e dei lavoratori che rappresentano il vero patrimonio, il vero valore aggiunto che consente di mantenere un rapporto di fiducia con la clientela”.
Secondo il numero uno della Fisac “è tempo che i banchieri facciano pubblicamente autocritica per rilanciare un modello di banca che abbia al centro il sostegno all’industria, la riapertura dei rubinetti del credito per gli investimenti, il tutto per ridare valore e dignità al lavoro”. Così come, sempre per i banchieri, “è tempo che riducano non solo le spese improprie ed esagerate di consulenza ma anche che imparino ad usare l’idea della solidarietà, superando quell’egoismo individuale, per rivedere così i loro compensi in relazione a quanto indicato dal presidente del Consiglio come tetto per i manager pubblici”, conclude Megale.

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