Intesa Sanpaolo e Banco Napoli condannati per condotta antisindacale

In data 31 marzo 2014 il Tribunale di Taranto, pronunciandosi sul ricorso ex art. 28 l. 300/70, promosso da FABI – FIBA/CISL – FISAC/CGIL – UILCA, ha condannato Intesa Sanpaolo e Banco di Napoli per
condotta antisindacale, avendo le banche violato i diritti di confronto e d’informativa in occasione della
chiusura/accorpamento di due filiali sulla piazza di Taranto.
Il Tribunale ha accertato la violazione dell’art. 13 comma 8 del CCNL 19.1.2012 nonché dell’art. 5 Protocollo delle Relazioni Industriali del Gruppo Intesa Sanpaolo. Il Provvedimento afferma importanti principi:
1) in caso di chiusure/accorpamenti di filiali, sono doverosi gli incontri di informativa e consultazione con le Organizzazioni Sindacali del territorio interessato “… essendo l’azienda datrice tenuta a informare i sindacati circa il progetto…” . Il Tribunale precisa che l’obbligo di tale confronto è aggiuntivo rispetto a
quello eventualmente già tenutosi a livello di Segreterie di Gruppo.
2) E’ affermato che Il sottrarsi agli obblighi di confronto coi Sindacati del territorio interessato viola regole legislative e contrattuali integrando la fattispecie di condotta antisindacale ex art. 28 legge 300/70 “Sul versante dell’oggettiva rilevanza dell’inadempimento datoriale, ognuno intende la lesione del ruolo del sindacato insita nella esclusione di tale organismo rappresentativo rispetto a decisioni concernenti il mutamento del luogo di lavoro per decine di dipendenti”.

Di seguito si riporta il dispositivo del provvedimento:

Il Tribunale di Taranto, giudice monocratico del lavoro, pronunciando ai sensi dell’art. 28, 1° co. l. 300/70: accoglie per quanto di ragione la domanda formulata dalle organizzazioni sindacali F.A.B.I., F.I.B.A. – CISL, F.I.S.A.C. – CGIL e U.I.L.C.A. – UIL con ricorso depositato il 23.12.2013; dichiara che la s.p.a. INTESA SAN PAOLO e la s.p.a. BANCO DI NAPOLI hanno tenuto una condotta antisindacale consistita nella violazione dell’obbligo di informativa e di consultazione in ordine al programma di accorpamento delle filiali operative in Taranto; dispone che questo provvedimento sia affisso nei locali di tutte le filiali attualmente operative in Taranto, in luogo accessibile sia al pubblico sia dipendenti e in modo che risulti di agevole lettura, rimanendo così affisso per almeno trenta giorni; condanna le banche convenute in solido a pagare agli Avv.ti Maria Gabriella Piccione e Maria Rosa Di Leo, difensori delle organizzazioni sindacali ricorrenti, dichiaratisi anticipatari, il compenso professionale .. omissis..

L’azione determinata ed unitaria delle Segreterie Sindacali Provinciali, delle RR.SS.AA. del Banco di Napoli di Taranto e del Coordinamento delle RR.SS.AA. dell’ Area Puglia del Gruppo Intesa Sanpaolo, ha prodotto un risultato di valore strategico non solo nel territorio interessato ma anche nel Gruppo e nel Settore.
Abbiamo sempre denunciato la pericolosità delle politiche di accentramento delle relazioni che inevitabilmente comportano la mortificazione e il disconoscimento del ruolo delle Rappresentanze Sindacali locali e di territorio. Questo provvedimento rappresenta un “paletto” invalicabile che sicuramente ridimensiona i tentativi aziendali di eludere il confronto col Sindacato a livello locale, unico in grado di vigilare e di intervenire affinché, nei singoli luoghi di lavoro, sussista una effettiva rappresentanza degli interessi dei lavoratori coinvolti dai processi di riorganizzazione.
Auspichiamo una tempestiva convocazione dell’Azienda finalizzata a sanare il deficit informativo accertato in giudizio ed ad avviare un percorso di relazioni sindacali più consono, costruttivo, paritario e nel pieno rispetto dei reciproci ambiti.

2014 04 04 TARANTO CONDANNA BDN COMPORTAMENTO ANTISINDACALE

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