Bancari nuovi consulenti

da il sole24ore Credito. In un documento dei sindacati le proposte da presentare all’Abi per il rinnovo del contratto. I lavoratori pronti alla riqualificazione ma non a fare i venditori.
«Non ci stiamo a vendere i biglietti del cinema, dello stadio o del teatro», dice Lando Maria Sileoni, segretario generale della Fabi. «Adesso i bancari fanno assicurazioni, finanza, vendono panche ginniche, cyclette, gomme, lavatrici, frigoriferi. Ma la banca deve occuparsi della gestione del credito e del risparmio e non dimenticarsi la sua natura. È questo che abbiamo sottolineato nel documento che manderemo all’Abi e che contiene la proposta che sul nuovo modello di banca, in parte antico, in parte nuovo, certamente memore delle origini», incalza Giulio Romani, segretario generale della Fiba Cisl. Il segretario generale della Fisac Cgil Agostino Megale immagina «un modello di banca che parli al paese e che si basi su una grande alleanza con tutto il mondo produttivo. Le banche devono rimettere al centro l’economia reale e creare centri di consulenza ad alta specializzazione nella consulenza industriale, nella crescita dimensionale, nella sfida della globalizzazione, nella fiscalità internazionale, nel mondo immobiliare invece di parlare di esodi e chiusure di filiali come stanno facendo oggi». Riflessioni molto apprezzate dai bancari, al punto che il video su un attivo della Fiba Cisl svoltosi a Milano la scorsa settimana in cui Romani ha riassunto questi concetti, ha spopolato su Youtube – dove è finito non per sua volontà ma per l’iniziativa di un collega – «facendo oltre 20mila contatti. Questo è l’umore della base », spiega il sindacalista. Se i bancari non vogliono diventare commessi di bazar «diventa fondamentale il recupero di quell’attività che veniva svolta un tempo nelle banche e che oggi viene esternalizzata, pagandola profumatamente. La consulenza fiscale, legale, amministrativa per esempio, va riportata all’interno e le persone vanno riqualificate con questo obiettivo», aggiunge Sileoni. Dunque delle informazioni che le banche possiedono sulla loro clientela bisogna fare tesoro «non per vendere frigoriferi – dice Sileoni – ma per garantire un migliore servizio e per intercettare gli ambiti non finanziari in cui può essere fornito un servizio. Il documento dei sindacati che verrà inviato ad Abi parte da ragionamenti semplici e concreti. Per esempio, comincia Sileoni, quando si parla di bad bank «se il progetto serve a ripulire i bilanci allora non ha senso. Può essere uno dei pilastri per il recupero del credito, nel medio lungo termine e solo se gestito in modo non aggressivo ». Come spiega Romani, «le banche italiane hanno 156 miliardi di crediti in sofferenza e 30o miliardi di crediti problematici che potrebbero andare in sofferenza, generando una massa complessiva di 450 miliardi. Per evitare questi problemi va rivisto il sistema automatico di valutazione del rischio. Bisogna recuperare la discrezionalità umana». Il segretario generale della Uilca, Massimo Masi, osserva che «è molto difficile riuscire a fare una sintesi e a trovare un modello unico. Leggendo i piani industriali emergono spinte diverse da parte dei grandi gruppi, delle popolari, delle piccole banche. L’unico comune denominatore sembra l’esigenza di tagliare i costi. In ogni caso l’obiettivo del sindacato sarà iniziare il negoziato con Abi per il rinnovo del ccml parlando del nuovo modello di banca. Se iniziamo dalla piattaforma la distanza è troppo forte». Le assemblee dei bancari per l’approvazione della piattaforma proseguono in un clima di forte consenso e l’esito potrebbe essere comunicato nel prossimo appuntamento con Abi che, secondo fonti sindacali, sarà a fine maggio.

Back to top button