A.Megale, Fisac-CGIL: Incontro annuale della Consob, Vegas per nulla efficace.

Un altro nulla di fatto dal discorso al mercato di lunedì 5 maggio del presidente della Consob Vegas. Eppure per i 40 anni  dalla nascita dell’authority ci si attendeva di più. In un momento così delicato per il Paese, dove il credit crunch sta devastando il tessuto produttivo delle piccole e medie imprese, era più che mai necessaria una riflessione rigorosa con delle proposte serie ed attuabili che la Consob poteva portare a beneficio della Nazione. Tocca constatare invece come Vegas si trinceri dietro citazioni vetuste di derivazione classica, sì colte, ma poco attinenti con la dura realtà odierna.
Tra i (pochi) successi del suo mandato, Vegas cita la collaborazione con le associazioni dei consumatori per la semplificazione amministrativa e la tutela del risparmiatore. Si ricorda però il Presidente come sono andati a finire quei tavoli di lavoro? Ci risulta che le principali associazioni tra cui la Federconsumatori, siano uscite sbattendo la porta non trovando né utile né proficua la collaborazione con un’Autorità per niente attenta alle reali istanze dei risparmiatori. Cosa ha fatto dunque Vegas oltre a smantellare gli Uffici che si occupavano di fare vera vigilanza risk-based in Consob? Ora non rimane che uno slogan vuoto che riappare periodicamente nei discorsi ufficiali. Ma Vegas non ci inganna.
Non ci convince il richiamo a questa presunta moratoria sulla vendita dei prodotti complessi al risparmiatore. Sono belle parole sì, ma al momento sembrano soltanto fumo. Ci dica infatti Vegas come intende attuare realmente questo tipo di vigilanza senza ricorrere alle più moderne tecniche probabilistiche di risk management che ha messo a riposo negli anni passati. Quali saranno i prodotti da vietare? Che garanzia c’è sull’efficacia di questo tipo di protezione? Rimaniamo alla finestra, ma con numerosi e motivati dubbi.
A tutti piacerebbe che si lavorasse ad un’unica Authority europea centralizzata che possa appianare le divergenze normative, che allo stato attuale favoriscono semplicemente l’arbitraggio regolamentare. Purtroppo nonostante il wishful thinking del Presidente Vegas, questo non accadrà a breve e si dovrebbe poter lavorare invece con i margini di flessibilità garantiti dall’Europa ad ogni Autorità. Perché in Italia questo non accade e ci si ritrova a dover adottare sempre la normativa meno tutelante per il risparmiatore in nome di una presunta semplificazione amministrativa?
Rimaniamo sempre in attesa del riordino normativo del sistema sanzionatorio, ben consapevoli che l’efficienza di un’Authority non si può misurare esclusivamente dalle sanzioni comminate, come sempre si pubblicizza a mo di spot. Gran parte del lavoro dovrebbe essere fatto in via preventiva, riducendo a monte il numero di illeciti amministrativi attraverso tempestivi sistemi di vigilanza realmente risk-based. Ma una buona vigilanza preventiva non produce apprezzabili riferimenti sulla stampa, è noto.
Al momento ci accontenteremmo comunque che si risolva la deriva monocratica se non autocratica in cui versa da tempo la Consob, complice i numerosi discutibili riordini organizzativi, la discutibile decisione di portare a 3 i membri della Commissione compiuta dal Governo Monti e l’inerzia del Governo nel nominare il terzo Commissario.
Caro Presidente, il nostro sistema bancario è in difficoltà, ed è vero che risulta oltremodo penalizzato rispetto ad altri sistemi europei. Fermo restando il rilancio della banca commerciale, di un modello di banca al servizio del Paese e dell’economia reale, non sarà però un passo indietro di 80 anni che potrà giovare alla competitività delle banche italiane, che oramai devono competere a livello globale con le più agguerrite banche d’investimento anglo-americane e tedesche. Uno spezzettamento meramente burocratico dell’operatività bancaria servirà solo a disperdere quel prezioso know-how tanto faticosamente accumulato che consente ai principali gruppi di questo Paese di tenere testa ai concorrenti esteri. Il sistema bancario sta procedendo ad onerosi rafforzamenti patrimoniali per ottemperare alle richieste dell’EBA e della BCE, spesso attuati in concomitanza a dolorosi tagli sui livelli occupazionali.
Occorre un atteggiamento pragmatico, caro Presidente, e meno puntato tra le nuvole. D’altronde lo stesso “virtuoso” Isocrate affermava con concretezza ed un pizzico di cinismo “Se sei nella prosperità, desidera la pace, se sei nella sventura, pianifica la guerra”.