Megale al Congresso CGIL: “il sindacato non porge l’altra guancia”

“Se si vuole il dialogo non si può pensare che la Cgil porga l’altra guancia. Bisognerebbe studiare la storia senza supponenza per scoprire che questo sindacato non ha mai rifiutato il vento del cambiamento, che non vuol dire però seguire la direzione dell’opportunismo, ma indicare progetti, definire un’idea di crescita, indicare prospettive per il lavoro”. Questo il messaggio al governo che Agostino Megale, segretario generale della Fisac Cgil, ha lanciato nel suo intervento al XVII congresso della Cgil, che si sta svolgendo a Rimini.

Rprendendo più volte la relazione di Susanna Camusso, Megale è partito dalla profondità della crisi in atto, una crisi che ha allargato nel paese le diseguaglianze: “Il 10% delle famiglie più ricche – ha ricordato – detenevano nel 2008 il 46% della ricchezza nazionale. Oggi, 6 anni dopo, ne detengono un punto in più, un punto che vale 70 miliardi di euro. Nel contempo – ha proseguito Megale – lavoratori e pensionati hanno perso mediamente il 3,5% del loro potere d’acquisto”.

“L’uguaglianza, però, è da sempre il tratto distintivo della sinistra”, ha ricordato Megale, e per questo la Cgil, “che rappresenta una sinistra non massimalista né demagogica”, si trova “in imbarazzo” quando nella discussione, dopo gli anni delle divisioni create dal berlusconismo, e quelli dei tecnici che “hanno prodotto disastri certificati”, si attribuiscono le responsabilità della crisi “alle logiche concertative del passato”. “Tutto potevo aspettarmi – ha detto Megale – tranne che vedere il segretario del mio partito usare la stessa logica dell’antipolitica che ha discreditato i partiti negli ultimi 20 anni per attaccare il sindacato, con un ‘populismo dolce’ che parla al ventre del paese”.

“Ma, al contrario dei partiti, il sindacato confederale – ha affermato il segretario Fisac – non solo ha retto negli anni, ma dagli accordi del ’93 ha dimostrato quanto la coesione e la partecipazione possano contribuire a salvare il paese, portandolo in Europa”.

Megale ha poi esaminato la situazione del rinnovo contrattuale dei bancari. “La nostra piattaforma – ha detto – ha una parola chiave che è solidarietà, la solidarietà dei bancari, contro l’egoismo dei banchieri. Una solidarietà che si fonda – ha spiegato Megale – su un’idea di buona finanza e su un modello di banca che rifiuta gli investimenti cattivi, vietando anche parte dei derivati, per riaprire i rubinetti verso investimenti. D’altronde – ha concluso il segretario Fisac – non si crea lavoro con i decreti, ma con investimenti pubblici e privati”.

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