Barclays Bank: verso l’Epilogo Finale: Vendita o Dismissione?

In data 8 Maggio si è tenuto un incontro tra le Organizzazioni Sindacali e l’azienda, presenti le RSA ed HR.
L’incontro già pianificato si è tenuto nella medesima data degli annunci diffusi in primissima mattinata, prima dell’apertura delle Borse, da Antony Jenkins, e ciò ha consentito di dibattere le notizie divulgate e di porre le prime importanti domande alla Banca sul futuro della nostra Country.
Sin dagli ultimi giorni si erano moltiplicati i rumors diffusi a mezzo stampa, ma quanto comunicato e letto oggi va aldilà delle ultime previsioni.
HR ha comunicato di essere venuta a conoscenza della decisione di Londra, come l’intero Management, soltanto stamattina e ci ha informati di non essere in grado di fornire al momento ulteriori dettagli, pur comprendendo lo stato di ansia, di disagio e non ultimo di grande delusione.
Delusione per il trattamento riservato alla nostra Country che, ancora fino a ieri attraverso le dichiarazioni istituzionali e la spinta comune, operava per diventare la “prima Banca Premier” in Italia, che voleva innovare attraverso i progetti sul Digital e con tale obiettivo aveva chiamato ancora una volta all’impegno tutta la rete e il personale intero.
Stridono, per questo motivo, anche le dichiarazioni di Curt Hess sulla “Group Strategy Review” riservata all’Europa e all’Italia.
ERBB fuori, evidentemente, dalle quattro attività principali che costituiscono il Piano per un riassetto del Gruppo, e relegata a parte di un’unità Barclays “non-core” e quindi non strategica.
Riduttivo, dobbiamo purtroppo constatare, dichiarare di comprendere che “una vendita oppure un’ uscita sarà motivo di preoccupazione”.
C’è molto di più, riteniamo, alla luce del contributo e dell’attività che negli ultimi anni non si è smesso di portare avanti, del grande valore che si è creato affermando tale realtà bancaria in Italia.
Molto di più. C’è l’indignazione per una storia che si ripete perché, lo dobbiamo ricordare bene tutti, il Gruppo inglese ha già fatto questo percorso nel nostro Paese, uscendo malamente dal business degli anni ’80.
Troviamo inaccettabile, ancor più per questo motivo, che si possa disporre con tali modalità del futuro dei lavoratori di Barclays Italia annunciando, pianificando, la fine di una nuova parentesi italiana dopo aver propagandato il nome della banca attraverso il grande impegno dei dipendenti e il valore costruito nel tempo, poco, intercorso.
Riteniamo di aver costruito buone basi – nonostante i clamorosi errori di strategia – e chiediamo che questo venga riconosciuto, aldilà della scelta oggi riservataci, scelta che ha accontentato – più di tutti – gli azionisti. Questo purtroppo, riteniamo, il valore oggi prevalso su tutti.
Per questo del nostro futuro vogliamo, e al più presto, sapere di più.
Per questo motivo non lasceremo che tutto questo si riduca ad una partita da chiudere, di nuovo, dopo aver spremuto risorse ed energie; non si può lasciare che tale nuova inversione di percorso sia accolta dal nostro silenzio, da quello dei lavoratori.
Oggi siamo delusi, stanchi, amareggiati e profondamente traditi.
Non comprendiamo inoltre la scelta di una comunicazione così forte non assistita da dettagli e piani per il prossimo futuro.
Una serie di domande riteniamo debbano trovare al più presto risposta e la dovuta considerazione.
E’ per questo che le OO.SS. hanno già sottoposto alla Banca una serie di quesiti:
- Quali sono le implicazioni con il Regulator italiano, Bankitalia, (in particolare in seguito al piano di remediation sui controlli che è in atto) e rispetto alle scelte del Gruppo. Ci chiediamo se il Regulator sia a conoscenza di una decisione così drastica e, ancora prima, se il Gruppo ha valutato gli impatti normativi emergenti.
– Se non si tratta di una vera e propria Bad Bank, cosa significa, per i dipendenti, che la NON CORE BANK non è una banca/entità legale, e quali sono/saranno le scelte rispetto alle linee di Business e i prodotti.
– Quali sono i modi in cui si intende procedere, e le tempistiche prevedibili per tale progetto .
– Cosa, più esattamente, farà o non farà più parte della Banca Core?
– Ci sono delle proposte reali, potenziali acquirenti e/o trattative in corso per la vendita della Branch Italiana?
- Se si tratterà di pura dismissione delle attività, in che modo la Banca intende procedere per trarre valore dalle stesse.
Ma non basta solo questo. Non può bastare.
Dopo questa rovinosa accelerata chiediamo noi per primi di essere “trattati tutti con attenzione e rispetto”, che sia fatto più del “possibile per mantenere
informati” i lavoratori sui piani futuri e sui possibili scenari che si presenteranno; soprattutto non ci stiamo ad essere relegati a pedine inermi, e per questo
saremo pronti alzare la nostra voce di protesta e indignazione.
Non riusciamo a comprendere, questo oggi è chiaro per tutti, la decisione di Barclays di porre fine – nuovamente – all’esperienza italiana di questi anni.
Soltanto qualche mese fa è terminato l’ennesimo Social Plan che ci ha visti partecipare proattivamente per una ripresa della Banca in Italia, e di fatto pensavamo di meritare fiducia nella ripartenza. Ora – se non praticabile l’intera gamma dei valori della Banca – sia garantito il rispetto ai lavoratori.
Le OO.SS. hanno richiesto un aggiornamento dell’incontro il prossimo 16 maggio.
Siamo pronti a fornire tempestivamente ulteriori informazioni non appena disponibili.
Milano, 08 Maggio 2014
Le OO.SS.: DirCredito-FD – FABI – FIBA-Cisl – FISAC-CGIL – SINFUB – UILCA

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