In Cina il sistema bancario “ombra” vale 4.400 miliardi di dollari

By: Sabrina WongCC BY-NC-SA 2.0
da repubblica.it – MILANO – Vale 27.000 miliardi di yuan, ovvero 4.400 miliardi di dollari, il settore bancario ombra cinese, uno dei fattori di rischio più grossi che corre il Paese sotto il profilo finanziario e una delle maggiori fonti di preoccupazione del governo cinese. La stima arriva dall’Accademia Cinese di Scienze Sociali, il maggiore think-tank governativo. Il settore bancario ombra è il circuito di credito informale che non passa attraverso i tradizionali canali di erogazione – ovvero, le banche – e che è cresciuto esponenzialmente a partire dal 2008, quando ancora aveva volumi statisticamente non significativi, fino ad arrivare alla enorme cifra calcolata oggi, corrispondente a circa un quinto di tutti gli asset detenuti dal settore bancario ufficiale, secondo il rapporto che accompagna le stime dell’Accademia Cinese di Scienze Sociali.

La cifra calcolata oggi resta per altro inferiore a quella stimata dall’agenzia di rating Moody’s che, nel 2012, dava il settore a quota 4.800 miliardi di dollari, un ammontare equivalente a più della metà del prodotto interno lordo cinese. Il think-tank governativo teme soprattutto il peso del settore sul settore bancario sull’economia reale. “I grandi rischi che derivano dal settore bancario ombra si possono rapidamente diffondere al segmento bancario e all’economia reale attraverso i mercati monetari e del credito, creando rischi finanziari sistemici”.

Nel corso di quest’anno, il sistema finanziario cinese è stato segnato da diversi casi di default, a volte
evitati in extremis, come per China Credit Trust, salvata dopo undici ore di trattative dalla bancarotta, e da altri casi in cui non è stato possibile. In quest’ultimo elenco rientra il primo caso di default di un corporate bond, quello del gruppo di Shanghai attivo nel settore dell’energia solare, Chaori Solar, fallita nel marzo scorso dopo avere annunciato di non essere in grado di ripagare una tranche di 89,8 milioni di yuan (circa 10,6 milioni di euro) di bond in scadenza.

Il governo ha mostrato negli ultimi tempi una certa tolleranza verso il fallimento di questi gruppi, ma ha continuato a mettere in guardia il sistema finanziario da possibile rischi. I problemi del sistema finanziario cinese sono stati trattati anche dallo stesso presidente Xi Jinping, sabato scorso, durante un discorso tenuto a Zhengzhou, capoluogo della provincia centrale dello Henan, in cui ha sottolineato l’importanza della stabilità in economia e la necessità di affrontare i rischi di sistema attraverso “contromisure adeguate”.

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