Camusso, basta austerità e disuguaglianze. Bisogna creare lavoro

By: International Trade Union Confederation ITUC – All Rights Reserved
Si sta tenendo il questi giorni a Berlino il terzo congresso mondiale della Confederazione internazionale dei sindacati (Ituc Csi) ‘Builiding Workers’Power’ la più grande organizzazione sindacale mondiale, che raggruppa 325 organizzazioni sindacali, in 161 paesi, con una affiliazione totale di 176 milioni di lavoratrici e lavoratori.

“Se i Paesi continuano con le politiche di austerità e disuguaglianza non cresceremo. Bisogna creare lavoro perché è l’unica condizione per far ripartire l’economia”. Così il Segretario Generale della CGIL ha aperto il suo intervento a Berlino, riprendendo un passaggio della relazione di Sharan Burrow, Segretario generale dell’ITUC che ha proposto l’idea di 20 milioni di aderenti in più al sindacato internazionale CSI. Per Camusso la cura per i Paesi è la creazione di nuova occupazione, in particolare per i giovani e le donne. “Per le donne – ha spiegato la leader della CGIL – serve un percorso di effettiva uguaglianza. C’è una forma di profonda violenza, in tutto il mondo, nelle modalità che non riconoscono alle donne il diritto di studiare e lavorare. Non c’è uguaglianza se non si passa per i diritti delle donne”.

Drammatiche le condizioni di lavoro che “nella crisi – ha ricordato Camusso – sono peggiorate, mentre l’unico lavoro che cresce in tanti Paesi è quello povero”, basti pensare alla tragedia avvenuta pochi giorni fa in Turchia nella miniera di Soma, alle tragedie dell’Asia, alle nuove forme di schiavismo che riemergono dalle campagne.

Le politiche delle multinazionali hanno preso il sopravvento su quelle dei Paesi, per Camusso “se queste contano di più, un sindacato mondiale non può che decidere qual è la contrattazione mondiale che si contrappone alle politiche delle multinazionali. Da questo punto di vista – ha detto – è molto importante sapere come il negoziato multilaterale, e quelli che sono in corso sul piano delle relazioni commerciali, non diventino un ulteriore alibi e libertà per le multinazionali in grado di avere tribunali autonomi e non passare così per le regole dei paesi”. E allora “Building worker’s power” significa “difendere il diritto di sciopero, rafforzare la contrattazione collettiva e costruire eguaglianza. Sono questi gli strumenti di cui disponiamo, i nostri strumenti che dobbiamo usare perché si crei più lavoro, perché le nostre società possano crescere e vivere in eguaglianza”.

Nelle conclusioni del suo intervento Camusso ha rilanciato l’importante tema della democrazia riprendendo il contributo del direttore generale dell’ILO, Guy Ryder al Congresso, secondo il quale bisogna rafforzare le regole a livello mondiale per disciplinare le varie forme di lavoro. Su Actrav (l’ufficio per le attività dei lavoratori dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, ndr) Camusso ha detto “quello che non ci ha convinto è stata la gestione non collegiale da parte della CSI. Serve più collegialità più occasioni per far valere le ragioni di tutti, far conoscere e valorizzare le tante esperienze qui presenti”.

“Dobbiamo essere orgogliosi di essere la Csi, dobbiamo essere orgogliosi di essere un grande sindacato mondiale perché ci misuriamo con tutte le difficoltà. Abbiamo fatto e faremo grandi e importanti campagne ma la sfida vera che abbiamo davanti è come si possa generare contrattazione e come, attraverso le condizioni di lavoro e il contrasto alle politiche di diseguaglianza, il sindacato non solo si rafforza come componenti, ma determina lavoro dignitoso come condizione per tutti i paesi”, ha concluso Camusso.

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