Istat: Cgil, su lavoro indica direzione da seguire

By: David MacchiCC BY-NC-ND 2.0
“Sul tema lavoro la fotografia che lancia oggi il rapporto Istat indica la traccia che il governo dovrebbe seguire, al contrario di quanto fatto ad oggi con il recente decreto lavoro. Un provvedimento che rischia di aggravare la situazione aumentando la precarietà e la breve durata dei contratti a termine, con i rinnovi illimitati e l’alto numero di proroghe senza causali”. E’ quanto afferma la Cgil in una nota.

“I problemi evidenziati, infatti, – prosegue – ricalcano esattamente le priorità indicate dalla Cgil nel corso degli ultimi mesi: crescita della precarizzazione dei rapporti di lavoro negli ultimi 5 anni per l’incertezza dovuta alla crisi; difficoltà di collocazione dei lavoratori over 50 e delle lavoratrici madri; ripresa dell’emigrazione giovanile in particolare qualificata; crescita dei lavoratori poveri, in particolare donne”. Per questo la Cgil ribadisce che “occorre una riforma universale degli ammortizzatori sociali, la sperimentazione di un contratto a tutele progressive che cancelli quasi tutte le 46 tipologie atipiche di lavoro esistenti, un cambiamento profondo della riforma Fornero sulle pensioni e una norma vera che contrasti le dimissioni in bianco”.

Inoltre, aggiunge la nota, “il dato sulle competenze come strumento per rafforzare il rapporto di lavoro e ad inserirsi nel mercato, indica che la formazione è un settore strategico su cui investire”. La Cgil ha lanciato a riguardo “una proposta di riforma della formazione professionale, dei servizi pubblici per il lavoro e degli ammortizzatori, si possono dare risposte in tempi brevi su tutti e tre questi temi senza cancellare diritti ma al contrario estendendoli a precari e soggetti fragili. Ci vuole disponibilità al dialogo e una volontà politica che sia orientata dal principio di ‘fare presto’ ma soprattutto di ‘fare il meglio’. A partire dalla garanzia giovani e dalla riforma degli ammortizzatori, c’è bisogno del lavoro di tutti, governo, regioni e parti sociali, per dare risposte ad emergenze non rinviabili e che facciano fare uno scatto in avanti al paese, senza che nessuno venga lasciato solo”, conclude la nota.

CGIL, serve lavoro per donne e maggiori servizi. “Lavoro per le donne e maggiori servizi per rilanciare il Paese”. Questa la strada indicata dall’Istat nel rapporto annuale per la responsabile politiche di genere della Cgil Nazionale, Loredana Taddei, secondo la quale i dati dell’istituto di statistica “fotografano l’aumento delle donne costrette a lasciare il lavoro in occasione della nascita dei figli, il minimo storico per le nascite, il peggioramento della situazione di conciliazione dei tempi di vita delle donne, l’aumento della quota di occupate con figli piccoli che lamentano le difficoltà di conciliazione e, infine, la riduzione della spesa sociale nei comuni”.

Per la dirigente sindacale “sono tutte facce della stessa medaglia, a ulteriore dimostrazione che l’Italia è uno dei Paesi europei che incoraggiano meno la partecipazione delle donne al mercato del lavoro e che così facendo spreca una grossa fetta del capitale umano disponibile, oltre a ridurre l’orizzonte temporale dei progetti di vita delle donne, alle prese con potenti vincoli riguardo le scelte di maternità”.

Secondo Taddei “è urgente un cambiamento di rotta: questi dati dovrebbero indurre il governo a fare in modo che le politiche di investimento e valorizzazione del capitale umano (servizi, strumenti di conciliazione tra famiglia e lavoro) siano prioritarie. Non solo per un fatto di equità e giustizia, ma perché aumentare l’occupazione femminile gioverebbe all’economia, secondo l’Ocse infatti il reddito pro capite aumenterebbe per tutti di un punto percentuale l’anno”, conclude.

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