Banca Monte Parma verso la vertenza giudiziaria?

da repubblica.it – Banca Monte Parma potrebbe venire “sommersa” da una serie di azioni civili di risarcimento: cause di lavoro individuali portate avanti dai suoi dipendenti col patrocinio dei sindacati. Un’azione giudiziaria di massa. È l’ultima ratio a cui si potrebbe arrivare nella vertenza dell’istituto di credito cittadino, da due anni parte del gruppo Intesa San Paolo. Il ricorso alla magistratura “per la salvaguardia e la tutela dei diritti dei lavoratori” se non si raggiunge prima un accordo attraverso una trattativa “che rispetti gli accordi firmati e ponga fine allo sfruttamento dei lavoratori”.

Sono le valutazioni delle rappresentanze sindacali aziendali di Banca Monte appartenenti a Fabi, Fiba Cisl, Fisac Cgil, Uilca, insieme ai segretari provinciali delle sigle, comunicate martedì mattina nella sede del Fabi, il sindacato dei bancari, in piazzale Santafiora. Una conferenza stampa di gruppo in cui si denunciano subito i 40 esuberi annunciati dall’azienda: “Un pretesto, una scusa per tagliare i costi e le retribuzioni – interviene Federica Pattini, segretaria Fiba Cisl – quando invece occorrerebbero più lavoratori impiegati nelle filiali della banca”.

Di fondo, la contestazione più profonda portata avanti dai sindacati riguarda il fatto che “il Gruppo Intesa San Paolo non è intenzionato a rispettare gli accordi firmati, che prevedono il ripristino delle voci economiche e normative che spettano ai dipendenti, dopo due anni di sacrifici in termini economici e di diritti di chi ha lavorato, nonostante le cento unità in meno dal 2011, risanando l’istituto che nel 2014 avrà anche un utile in bilancio”.

“Un ricatto attraverso la minaccia dei licenziamenti – si associa Stefano Fornari di Fisac Cgil – senza contare la pesante ricaduta economica e sociale sul nostro territorio che deriva da questa situazione”.

Intato si sono raccolte 420 firme (su 490 dipendenti) per mettere in mora l’azienda e richiedere l’applicazione dell’accordo firmato nel 2012. Se così non fosse, i sindacati chiedono l’annullamento degli accordi e la restituzione dei “milioni di euro che spettano ai lavoratori per i loro sacrifici degli ultimi anni”. Infine, se anche questa richiesta non venisse esaudita, potrebbe profilarsi l’azione civile da parte dei dipendenti di Banca Monte appoggiati dai sindacati. (alessandro trentadue)