CCNL Abi: Megale, enormi distanze su rinnovo del contratto

By: Gabriele Fontana – All Rights Reserved

Roma, 30 giu. (Adnkronos) – “C’è un’enorme distanza tra le proposte di Abi e la nostra piattaforma che continua ad essere per noi il punto di riferimento”. Così il segretario generale della Fisac Cgil, Agostino Megale, al termine del nuovo incontro tra sindacati del credito e l’associazione bancaria per il rinnovo del contratto nazionale. Il leader della categoria dei lavoratori del credito della Cgil ha quindi invitato l’Abi “ad un cambiamento radicale delle proprie posizioni, a partire dal rispetto pieno e totale del contratto in scadenza, compresa la tabellizzazione già prevista dal contratto dell’Edr (Elemento distinto della retribuzione) a partire dal primo luglio”. In ultimo Megale ha ricordato “l’importanza di informare costantemente, attraverso attivi regionali e poi con l’avvio di una campagna di informazione tra lavoratori e lavoratrici, ma anche di iniziative pubbliche in tutte le città, il nuovo modello di banca da noi proposto e i contenuti prioritari della piattaforma per il rinnovo contrattuale, con l’obiettivo di creare una grande alleanza che metta le banche al servizio della crescita e del lavoro”.

Da Milano Finanza

Abi e sindacati restano lontani sul rinnovo del contratto dei bancari. L’incontro di ieri non ha portato all’avvio di un vero negoziato ma è servito a misurare la distanza ancora ampia tra le parti. L’Abi punta al mantenimento dei livelli occupazionali, ma senza gli aumenti salariali richiesti dai sindacati. Un nuovo incontro è previsto entro fine luglio. «C’è un’enorme distanza tra le proposte di Abi e la nostra piattaforma che continua ad essere per noi il punto di riferimento», ha detto ieri il segretario generale della Fisac Cgil Agostino Megale. «L’Abi vuole destrutturare il contratto nazionale e interrompere gli aumenti contrattuali legati all’inflazione che hanno caratterizzato
i rinnovi fino a oggi», ha aggiunto Lando Maria Sileoni, segretario generale della Fabi. «Abbiamo proposto alla controparte un incontro prima della fine di luglio per evitare a settembre pesantissime giornate di sciopero».
Sul fronte Abi, il direttore generale Giovanni Sabatini ha chiarito che l’incontro di ieri con i sindacati, guidato dal vicepresidente Francesco Micheli, «è stato improntato a un clima relazionale sostanzialmente positivo. Le posizioni sono comunque molto distanti per ammissione esplicita di entrambe le parti». La delegazione Abi, ha proseguito, «ha sottolineato che il negoziato non è nemmeno partito. L’auspicio è che si avvii al più presto un reale confronto. Con i sindacati ad oggi le analisi di scenario risultano condivise. La piattaforma presentata dai sindacati non tiene però conto della assoluta eccezionalità dei tempi». L’associazione bancaria ritiene che le richieste dei sindacati possano essere in linea con uno scenario normale, ma non con quello attuale, ancora segnato dalla crisi. «Di qui la richiesta ai sindacati di fermarsi a riflettere su come rivedere la piattaforma», ha rilevato Sabatini. «L’occupazione resta al primo posto dell’attenzione dell’Abi. A questo proposito la delegazione ha confermato l’esigenza che si riformi la parte normativa del contratto, con particolare riguardo alle misure a sostegno dell’occupazione». È stato peraltro ribadito che «non vi sono risorse per la parte economica del contratto. A riprova di ciò vanno letti gli accordi recenti dei grandi gruppi bancari», secondo Sabatini. Le parti ora valuteranno meglio le posizioni e si rivedranno entro la fine di luglio. Per Sileoni «la chiusura a riccio dei banchieri è dovuta anche al fatto che il 30 giugno scadono tutti i componenti della commissione sindacale Abi che verranno poi eletti all’assemblea del 10 luglio e dunque la situazione attuale va addebitata esclusivamente all’Abi».
L’associazione bancaria sta preparando l’assemblea nazionale che si terrà il 10 luglio: sarà quella l’occasione per capire se il capo della delegazione, Francesco Micheli, resterà al suo posto. C’è bisogno di una sua nuova designazione nel Comitato esecutivo dell’Abi (il presidente del Casl, il Comitato sindacale e del lavoro dell’associazione, per statuto deve essere membro dell’esecutivo), ma Micheli attualmente siede nell’organismo di vertice in qualità di chief operating officer di Intesa Sanpaolo e soprattutto di amministratore delegato della controllata Intesa Sanpaolo Group Service. Ora però Micheli è andato in pensione, lasciando il gruppo e ogni decisione al riguardo la dovrà prendere l’assemblea e dovrà essere ratificata nell’esecutivo del 24 luglio.

Il Sole 24 Ore – 01.07.2014

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