Commercio: Camusso, libertà delle imprese non sia a discapito di quella dei lavoratori

‘Gli effetti economico sociali degli interventi di liberalizzazione del commercio nella Regione Marche’ è questo il titolo dello studio dell’Università Politecnica delle Marche i cui risultati sono stati presentati oggi (4 luglio) a Senigallia durante il Convegno promosso dalla Regione alla presenza del Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso. L’iniziativa è stata un’occasione per provare a rispondere su quali prospettive si aprono a livello nazionale ed europeo alla luce degli effetti socio economici che si sono prodotti con il processo di liberalizzazione che ha investito il nostro Paese negli ultimi anni, con particolare riguardo agli orari di apertura degli esercizi commerciali.

“Non si può affrontare il tema delle liberalizzazioni nel commercio senza capire che la società reale è cambiata, i consumi si sono ridotti, le condizioni di lavoro degli addetti del settore sono peggiorate. Non vorremmo che la libertà si limitasse a quella delle imprese, a discapito della libertà dei lavoratori” ha detto Susanna Camusso a Senigallia. “Non siamo contrari agli orari differenziati – ha aggiunto – e non consideriamo tabù le aperture domenicali, ma siamo contro il pensiero unico”.

“Il risultato al quale potremmo andare incontro con la libertà di impresa – ha spiegato Camusso – potrebbe essere lo stesso di anni di libertà di finanza, caratterizzati dalla mancanza di regole, e hanno prodotto gli effetti che sono sotto gli occhi di tutti. Sei anni di crisi, anche profonda, hanno prodotto dei mutamenti nella società e nelle famiglie, dalla propensione ai consumi, che è scesa, alle nuove povertà”.
“La società è cambiata – ha ribadito la leader della Cgil -, ma dobbiamo anche chiederci quale paese vogliamo e se in Italia ci sia realmente l’esigenza di tanti centri commerciali, o invece sia più importante il Parco archeologico di Pompei. Non è detto che tutto quanto viene fatto all’estero sia replicabile qui”.

Secondo Camusso “è inutile puntare ad estendere le licenze di fronte a consumi crollati”, e “un altro dato su cui riflettere è che anche l’occupazione nel commercio è diminuita”. Al tempo stesso, ha osservato Camusso “sono diminuite la qualità della vita degli addetti e le condizioni di lavoro”. Le regole servono, perché senza regole “c’è ‘cannibalismo’, e a farne le spese sono sempre i più deboli, cioè i lavoratori del settore e i consumatori. C’è bisogno di scelte territoriali e programmazioni urbanistiche adeguate alle varie realtà” ha concluso il Segretario generale della CGIL.

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