Tango bond, il giudice ordina trattative a oltranza. L’Argentina protesta

By: Mendoza Economico – All Rights Reserved
da repubblica.it – MILANO – Il governo argentino è tornato ad attaccare il giudice Thomas Griesa – il magistrato statunitense che si occupa del suo scontro giudiziario con gli “hedge fund” che non hanno accettato il concambio sui cosiddetti “tango bond” – per le decisioni che ha annunciato a New York, sostenendo che “non ha risolto nulla” in quanto al problema dei pagamenti ai detentori di titoli che hanno accettato gli swap. Intanto è slittato a domani l’incontro previsto per oggi a New York tra i rappresentanti dell’argentina, i fondi hedge e Daniel Pollack, il mediatore scelto da un tribunale americano per trovare un’intesa sul debito. Pollack ha spiegato che i legali di Baires non potevano arrivare puntuali all’appuntamento previsto per le 11 ora locale.

In precedenza, il giudice Griesa ha respinto la richiesta di una sospensione della sentenza che obbliga Buenos Aires a pagare agli hold out circa 1,3 miliardi di dollari, indicando che “non è necessario alle trattative o a un eventuale patteggiamento” fra le parti, che deve essere definito in “negoziazioni continuate” che inizieranno domani presso lo “special master” che ha scelto per il caso, Daniel Pollack, e che si devono concludere entro il 30 luglio, data limite perchè l’Argentina non cada in un nuovo default sul suo debito estero. Di più, il giudice ha ordinato trattative continue fra hedge fund e Buenos Aires, 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

Nel comunicato diffuso dal ministero dell’Economia argentino non si fa cenno alla trattativa con gli “hedge fund”, nuovamente denunciati come “fondi avvoltoio” e si rifiuta anche la possibilità di un default perchè “default è non pagare, e l’Argentina paga”, malgrado Griesa usi questo termine “ripetendo testualmente le parole della propaganda e delle minacce degli avvoltoi”.
Buenos Aires ha depositato il 26 giugno più di 800 milioni di dollari per pagare chi ha accettato il concambio. Ma i soldi sono bloccati presso le banche che non potranno procedere a un eventuale pagamento fino a che Griesa non si sarà pronunciato. L’Argentina ha chiesto una sospensione della sentenza, confermata dalla Corte Suprema americana, per evitare che scatti la clausola Rufo (Rights upon future options), che concede ai titolari di bond di chiedere pagamenti maggiori se l’Argentina paghi di più chi non ha accettato lo swap. Se la clausola Rufo, che scade alla in dicembre, entrasse in vigore le richieste potrebbero salire a 120 miliardi di dollari.

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