Banche in fuga dalla Sardegna?

L’annuncio della scomparsa della Banca di Credito Sardo che a breve, probabilmente entro novembre 2014, verrà riassorbita dopo solo 5 anni di vita nella capogruppo Intesa Sanpaolo, è solo l’ultima delle vicende che stanno comportando lo sgretolamento delle banche sarde, rispondenti ogni giorno di più ad interessi di oltre tirreno.
Come Organizzazioni Sindacali di categoria, non condividendo tali strategie, siamo preoccupati sia per l’assenza di vere politiche di sostegno alle Imprese ed alle Famiglie Sarde, che per l’occupazione e la qualità del lavoro nel settore credito.
LE ISTITUZIONI REGIONALI COSA FANNO?
La Regione, nel 2006 ha ceduto ad Intesa Sanpaolo le proprie quote azionarie in Banca CIS, rinunciando ad ogni ruolo di indirizzo e controllo su una Banca Regionale;
nel 2012 ha definitivamente rinunciato a rilevare da Invitalia (contravvenendo dopo tre anni di snervanti trattative ad una legge nazionale ed ad una regionale ) le quote di Sviluppo Italia Sardegna ed abdicando alla gestione in loco di strumenti come il prestito d’onore, che avevano contribuito alla creazione di piccole e medie imprese ha costretto di fatto i Lavoratori sardi a trasferirsi a Roma;
da ultimo ha fatto da spettatore senza muovere un dito di fronte allo scippo della Sardaleasing da parte della Banca Popolare dell’Emilia Romagna, sorda alle richieste sindacali ed avvallando di fatto l’operazione.
A questo punto, ad eccezione della SFIRS e di pur valide ma piccole realtà come le Banche di Credito Cooperativo di Arborea e Cagliari, l’unica Banca ancora “sarda” ( dato che la proprietà è della BPER quindi ha sede in Emilia Romagna) rimane il gruppo Banco di Sardegna.
La politica mostra interesse solo per le vicende della Fondazione Banco di Sardegna, della quale la Regione detiene una quota di minoranza del 49%, ma più per le nomine che per le politiche creditizie della fondazione stessa.
Chiediamo alle Istituzioni di far sentire la loro voce rispetto al ruolo delle banche in Sardegna, in particolare in relazione alla scomparsa della Banca di Credito Sardo che, come minimo, impoverirà ulteriormente le casse regionali, se non altro per le imposte che verranno dirottate verso la già ricca Lombardia.
Come Organizzazioni Sindacali Regionali Confederali, coinvolgendo anche le altre sigle presenti nel settore del credito, intendiamo avviare ogni iniziativa per evitare la definitiva scomparsa del sistema delle Banche sarde, consci che non esiste sviluppo senza credito, come ci insegna la nostra storia, infatti gli unici momenti di crescita dell’economia della Sardegna sono legati alla forte presenza di un sistema creditizio regionale.
Cagliari, 25 luglio 2014
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