Contratti: Megale (Fisac Cgil), rinnovare quelli pubblici e tutti i nostri settori compreso il credito “Abi non imiti il governo, no al blocco altrimenti mobilitazione”

Roma, 11 settembre – “Pieno sostegno ai lavoratori e alle lavoratrici del pubblico impiego nel contrasto alla decisione assunta dal governo di bloccare ancora una volta il rinnovo indispensabile dei contratti. Su questa stessa linea, guardando al settore del credito, va precisato che se qualcuno in Abi pensa di imitare le scelte del governo troverà sulla sua strada la mobilitazione di tutto il sindacato”. E’ quanto afferma il segretario generale della Fisac Cgil, Agostino Megale.

Il leader della categoria del credito della Cgil, impegnato oggi a Milano per la presentazione del rapporto sui salari dal titolo ‘Poveri Salari’, di cui è autore, presso la Camera del Lavoro, evidenzia come “non c’è possibilità di uscire dalla crisi degli ultimi sette anni se insieme al rilancio della crescita e degli investimenti per creare occupazione non si rilancia anche la questione salariale, considerando che i salari medi italiani del 2013 hanno un valore pari a quello del 1999. Dopo quattordici anni i prezzi sono cresciuti, i salari sono rimasti al palo e questo in ragione dell’eccessiva tassazione sul lavoro”, conclude Megale.

BANCHE. FISAC-CGIL: ABI NON IMITI GOVERNO, SERVE RINNOVO CONTRATTO

(DIRE) Roma, 11 set. – “Se qualcuno in Abi pensa di imitare la scelta del governo di bloccare il rinnovo dei contratti nel pubblico impiego, trovera’ sulla sua strada la mobilitazione di
tutto il sindacato. Per questo i contratti vanno rinnovati tutti, a partire partire da quelli nella Pa per arrivare al credito, e per questi stessi motivi esprimo pieno sostegno ai lavoratori e alle lavoratrici del pubblico impiego nel contrasto alla decisione assunta dal governo di bloccare ancora una volta un rinnovo contrattuale indispensabile”. E’ quanto afferma il segretario generale della Fisac Cgil, Agostino Megale.
Il leader della categoria del credito della Cgil, impegnato oggi a Milano per la presentazione del rapporto sui salari dal titolo ‘Poveri Salari’, di cui e’ autore, presso la Camera del
Lavoro, evidenzia come “non c’e’ possibilita’ di uscire dalla crisi degli ultimi sette anni se insieme al rilancio della crescita e degli investimenti per creare occupazione non si rilancia anche la questione salariale, considerando che i salari medi italiani del 2013 hanno un valore pari a quello del 1999.
Dopo quattordici anni i prezzi sono cresciuti, i salari sono rimasti al palo e questo in ragione dell’eccessiva tassazione sul lavoro, oltre che della bassa produttivita'”, conclude Megale.

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