Lavoro: se il Governo apre il tavolo c’è tempo per negoziare tutto

By: mrsris – All Rights Reserved
da La Stampa – È una missione forse impossibile: convincere Matteo Renzi che sulle nuove regole del lavoro lo scontro frontale si può evitare. E che – anzi – se vorrà discutere col sindacato in modo serio la sua riforma non solo sarà più efficace, ma passerà nel consenso e con meno problemi politici. Nella giornata di ieri gli stati maggiori di Cgil-Cisl-Uil (in ordine molto sparso) hanno lavorato per cercare di virare di bordo, e modificare l’apparentemente inevitabile rotta di collisione tra loro e il premier Matteo Renzi sull’articolo 18. Secondo i leader delle tre confederazioni – consapevoli di rischiare di finire nel tritacarne, se cercassero lo scontro con il presidente del Consiglio – la carta migliore da giocare è quella del dialogo. Di sciopero generale non se ne parla. Aparte le resistenze di Cisl e Uil, anche nel sindacato di Susanna Camusso sono in pochi a voler correre il pericolo di usare l’arma «ultima» a disposizione, e accorgersi che solo il 7- 10% dei lavoratori italiani è disposto ad incrociare le braccia. Per cui, come esplicitamente ha dichiarato ieri a La Spezia la numero uno della Cgil, il messaggio a Renzi è «dialogo». Perché «non si possono affrontare temi estremamente importanti senza il dialogo e il confronto». Non sarà facile convincere a trattare Renzi. Come ha detto ai suoi il leader Cisl Raffaele Bonanni, «sembra tempo perso, lui proprio non ci “vede”». Per riuscire a conquistare un tavolo negoziale, i sindacati dovranno riuscire a dimostrare al premier che con la collaborazione riuscirà a far apha scelto una strada differente. Lo scontro politico Renzi- Cgil «ha stufato», dice, e il premier «si confronti con noi come si fa in tutto il mondo». Tuttavia, spiega Angeletti ai suoi, «se dalla Cgil ci sono fughe in avanti verso il conflitto, e se dalla Cisl ci sono mediazioni al ribasso, noi diciamo no a prescindere». In Cgil i collaboratori del segretario generale dicono che la linea Camusso non è quella dello scontro a prescindere. «Basta insulti al sindacato – ha twittato Corso d’Italia – guardiamoci negli occhi e discutiamone». Tuttavia, si chiarisce, «se ci danno uno schiaffo non si può non reagire ». Ma in questa fase la linea è quella della ricerca di un tavolo di confronto per discutere nel merito. «Se si vuole – chiosa il leader dei bancari Agostino Megale – il tempo per negoziare c’è tutto».

Ma ora i sindacati cercano la virata 21 09 14

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