Dexia Crediop: chiediamo incontro a MEF e Bankitalia per esaminare possibili soluzioni

By: harry_nlCC BY-NC-SA 2.0
Le Organizzazioni Sindacali del settore del Credito e delle Assicurazioni hanno richiesto al Ministro dell’Economia e delle Finanze ed alla Banca d’Italia un incontro urgente in merito alla vicenda Dexia Crediop, per illustrare la situazione, esaminare possibili soluzioni, che consentano al CREDIOP e alle professionalità che ne fanno parte di continuare ad assolvere al proprio ruolo per il rilancio economico del Paese.
Le sei Organizzazioni, nella loro lettera, ricordano che non possono essere i lavoratori a pagare per tutti, soprattutto in presenza di possibili soluzioni per il futuro della banca.
La vicenda Dexia Crediop è emblematica di taluni modi di operare di imprese straniere in Italia che, con il beneplacito delle Autorità italiane, gestiscono le aziende sul nostro territorio in modo disinvolto e spregiudicato producendo ingenti danni che ricadono immancabilmente sui lavoratori. Il Crediop, Banca italiana fondata nel 1919, è entrato a far parte nel 1999 del Gruppo bancario franco-belga Dexia, controllato all’epoca da Enti pubblici francesi e belgi quali la Caisse des Depôts et Consignations (la Cassa Depositi e Prestiti francese) e un certo numero di Regioni e Comuni belgi. Il Gruppo, cresciuto negli anni oltre ogni limite di sostenibilità sotto lo sguardo benevolo o distratto delle Banche centrali di Belgio e Francia ed esposto a perdite nel settore dei subprime americani, è stato poi salvato con due successivi interventi di ripatrimonializzazione dagli Stati belga e francese e per questo motivo la Commissione europea ha imposto al gruppo franco-belga la cessazione delle attività.
La controllata italiana Crediop, un brand molto conosciuto nel finanziamento degli Enti Pubblici Territoriali, delle infrastrutture, del Project Financing e sul mercato obbligazionario e che al contrario della Capogruppo è fortemente patrimonializzata e con buoni fondamentali creditizi, sta quindi per avviarsi verso una cessazione delle attività e la conseguente l’espulsione dei suoi lavoratori, con danno, oltre che per questi ultimi, per la capacità creditizia del Paese. In questo contesto, non è inoltre chiaro come verrà tutelata la posizione degli azionisti italiani di minoranza, Banca popolare dell’Emilia-Romagna, Banca Popolare di Milano e Banco Popolare, che detengono il 30% del capitale di Crediop.
Le OO.SS. del settore del Credito richiamano l’attenzione sull’ennesima, paradossale vicenda di depauperamento del sistema bancario italiano con ricadute negative per i soli lavoratori, con l’aggravante della provenienza pubblica estera degli azionisti e del management che hanno condotto il Gruppo Dexia al fallimento, e ora chiamano le Autorità italiane ai necessari interventi.
DIRCREDITO – FABI – FIBA – FISAC – SINFUB – UILCA

Comunicato stampa Dexia

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