Banche: troppi sportelli in Italia, il doppio rispetto alla Germania

 

By: TassomanCC BY-NC-ND 2.0

da repubblica.it – MILANO – Gli sportelli bancari? Sono molti, anzi troppi, e comprendendo anche i punti vendita del Bancoposta dovrebbero dimezzarsi per mettersi in linea con la “stella polare”, il benchmark, rappresentato dalla Germania. La provocazione – non la proposta – viene da Donato Masciandaro, curatore del consueto Rapporto sulle banche italiane realizzato dalla Fondazione Rosselli insieme a Giampio Bracchi, e dedicato agli istituti commerciali italiani.

Non è una proposta, nel senso che lo stesso economista non arriva a sostenere che una simile riduzione sia auspicabile; ma dal punto di vista meramente numerico il rapporto tra abitanti e agenzie bancarie dice che l’Italia è al secondo posto in Europa (dietro la Spagna) e che rispetto alla Germania è di gran lunga sovradimensionata, con 80 sportelli ogni centomila abitanti. Un rapporto che migliora in modo sensibile (53) ma non risolutivo se si escludono dal computo i circa 10 mila sportelli “bancari” postali: in una certa misura però questi sportelli rappresentano ancora di più uno “zoccolo duro” perché più difficilmente chiudibili.

Il Rapporto prende le mosse da una considerazione: la redditività delle banche in tutta Europa sta vivendo una caduta strutturale e la contrazione del margine netto da interesse per le banche italiane (in realtà i paesi Piigs) è ancora più marcato; in questo contesto, il controllo dei costi rappresenta ancora la leva più agevole ed efficace per migliorare i margini. E in tempi di accesso remoto tramite Internet e di conti sempre più magri, la struttura pletorica della rete degli sportelli rappresenta certamente una zavorra sui conti (sempre che non si riesca ad impiegare diversamente e per altri compiti personale e “punti vendita”, in modo da aumentare per questa strada i ricavi: un esempio in questa direzione – ma ce ne possono essere altri – è rappresentato dal risparmio gestito). 

Attenendosi ai numeri, la dinamica degli sportelli in Italia dice che in 50 anni la rete è triplicata, con una intuibile accelerazione dopo il ’90, quando ci fu la liberalizzazione dell’apertura degli sportelli, decisa da Bankitalia; più in dettaglio, nei primi cinque anni la crescita è stata del 50% mentre in venti anni gli sportelli sono decuplicati, toccando il massimo assoluto nel 2008, a quota 34.000. Da quel momento è cominciata la fase di ripiegamento (anche complice la crisi) che ha portato a fine 2013 il numero degli sportelli italiani a 31.761. Le prime cinque banche italiane in un quinquennio hanno ridotto la loro rete del 20% (per un totale di 3.541 sportelli in meno) mentre nello stesso arco temporale le banche di dimensioni minori hanno incrementato il numero compressivo di agenzie (di 1.156 unità).

Tra le top five, è stata Mps a ridurre in misura maggiore la rete, in percentuale (-24,5%) seguita da un’incollatura da Intesa (-23,9%) che però in termini assoluti ha chiuso molti più sportelli 1.426 sportelli. Più contenuta la cura dimagrante di Banco Popolare e Ubi, che probabilmente per la loro natura di istituti popolari hanno avuto più difficoltà a chiudere gli sportelli; Unicredit infine ha ridotto gli sportelli del 17,6%.

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