Agcom: Fate presto

Se la legge di conversione del decreto legge 90/2014 non si applica immediatamente, Napoli ed il Mezzogiorno perdono l’AGCOM

Le Autorità Indipendenti hanno l’obbligo della “concentrazione degli uffici nella sede principale, salvo che per oggettive esigenze di diversa collocazione in relazione alle specifiche funzioni di singoli uffici” (art. 22, comma 9, lettera b))” e che “nella sede principale deve essere assegnato almeno il 70 per cento del personale (ad eccezione della Consob)” (art. 22, comma 9, lett. e della legge 114/2014 ).
Pertanto, è inspiegabile (ma solo a prima vista- dopo aver letto questo comunicato le cose diventano molto più chiare) la lentezza con la quale l’Agcom si adopera per ottemperare alla legge.
Qualsiasi studente del primo anno della Facoltà di giurisprudenza sa bene che, per conoscere le intentio del Legislatore, occorre procedere non solo con la lettura della norma, ma altresì dei lavori parlamentari che la hanno preceduta. Tutti i lavori parlamentari ribadiscono lo stesso punto: che la sede principale (e legale) si trova a Napoli, quella secondaria è a Roma.
La riprova del fatto che la sede principale sia radicata a Napoli si ritrova nelle testuali parole dei lavori parlamentari:

…L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha 419 dipendenti ed è articolata in due sedi: una principale a Napoli e una secondaria, operativa, a Roma. Per gli immobili, in locazione, l’autorità spende circa 5,5 milioni di euro[1].

… L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha 419 dipendenti ed è articolata in due sedi: una principale a Napoli e una secondaria, operativa, a Roma. Per gli immobili, in locazione, l’autorità spende circa 5,5 milioni di euro[2].

….Il senatore BRUNO (FI-PdL XVII), dopo aver espresso riserve sull’indisponibilità del Governo ad accogliere qualsiasi proposta di modifica al testo, annuncia il ritiro di tutti gli emendamenti, ad eccezione degli emendamenti 22.48 e 22.49, volti a modificare il comma 9, lettera e), dell’articolo 22. Tale norma, che stabilisce una presenza effettiva nella sede principale delle Autorità indipendenti di almeno il 70 per cento del personale, avrebbe effetti distorsivi nel caso dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Infatti, progressivamente, si è determinata una equiparazione funzionale tra la sede principale di Napoli e quella secondaria di Roma, per cui il trasferimento nel capoluogo campano del 70 per cento del personale, attualmente impiegato nella sede di Roma, comporterebbe un aggravio di costi e disagi ai lavoratori.
Il senatore BRUNO (FI-PdL XVII) chiede di conoscere l’orientamento del Governo riguardo la possibilità di escludere l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni dall’applicazione dei criteri per la gestione dei servizi logistici previsti per le Autorità indipendenti.
Il ministro MADIA precisa che lo scopo della norma è consentire il decentramento delle Autorità indipendenti – rispetto alla capitale – qualora ciò corrisponda a principi di maggiore efficienza e razionalizzazione della spesa. Pertanto, per il mantenimento della sede decentrata, le Autorità sono tenute ad adottare, entro un anno dalla conversione del decreto-legge, tutte le misure necessarie a garantire la gestione dei propri servizi logistici nel rispetto dei criteri elencati al comma 9 dell’articolo 22. Con riferimento all’Autorità per le garanzie per le comunicazioni, l’eventuale inosservanza di tali requisiti comporterebbe il trasferimento del personale nella sede di Roma.
Il senatore BRUNO (FI-PdL XVII), dichiarandosi soddisfatto della risposta del Ministro, rinuncia a trasformare gli emendamenti 22.48 e 22.49 in ordini del giorno[3].
Il Parlamento, di fronte allo stato dei fatti, ha già manifestato la sua intentio: la sede principale e legale dell’Agcom è su Napoli.
Come tale, e come unica Autorità del Sud, essa deve essere protetta e rilanciata, con la definitiva assegnazione del 70% degli uffici e del personale, in conformità alle disposizioni di legge, e come, d’altro canto, già accade per le altre Autorità dei servizi pubblici.
E allora, alla luce di tutto ciò, ci chiediamo:

  • Ma l’Autorità viene prima o dopo il Parlamento?
  • Di quale ulteriore interpretazione l’Agcom ha bisogno, dopo che l’assemblea parlamentare si è ripetutamente espressa sul punto?
  • Quando si attiverà per ottemperare all’obbligo di individuazione di una capiente sede demaniale, tale da abbattere i costi di locazione ( specialmente quelli della sede romana che sono molto ma molto maggiori di quella napoletana) che incidono in maniera rovinosa sul bilancio?
  • È una latitanza consapevole che mira a creare l’inosservanza dell’art. 22 comma 9 in modo da poter effettuare il trasferimento del personale nella sede di ROMA (a danno del SUD del Mezzogiorno e di tutti quei parlamentari che si sono adoperati per il decentramento e per il rilancio del Mezzogiorno)?

RSA FISAC CGIL AGCOM

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