Investimenti dei Fondi #Pensione Negoziali nell’economia reale

La gestione finanziaria dei fondi pensione negoziali ha dato risultati positivi per quanto riguarda il raggiungimento dell’obiettivo previdenziale e la comparazione con i rendimenti dei fondi aperti, dei Piani individuali previdenziali promossi dalle assicurazioni e del benchmark.
Hanno concorso a questi risultati i bassi costi gestionali, le scelte prudenti degli amministratori, la verifica costante dei comportamenti e delle scelte dei gestori finanziari, l’attuazione scrupolosa della normativa sul conflitto di interesse e il modello organizzativo imposto dalla COVIP.
Per il mondo della previdenza complementare negoziale è giunto il momento, però, di adeguare le scelte finanziarie al mutato contesto economico-finanziario e di individuare nuovi canali di investimento in grado di coniugare finalità previdenziale con la crescita del paese.
La CGIL con il Piano del lavoro prima e con il successivo dibattito congressuale ha individuato nell’investimento dei fondi pensione nell’economia reale uno strumento per rilanciare la crescita, sostenere l’occupazione e tutelare il risparmio previdenziale dei lavoratori e ha richiesto, accanto all’unificazione dei fondi più piccoli e al rilancio delle adesioni, scelte coerenti affinché i fondi siano volano di investimenti infrastrutturali al servizio dell’economia reale in un quadro di garanzia pubblica del risparmio previdenziale.
La piattaforma CGIL CISL UIL su Fisco e Previdenza, inoltre, nell’ottica di coniugare l’obiettivo primario dei fondi pensione (migliorare la redditività dei patrimoni gestiti, assicurandone la tutela in un orizzonte temporale di più lungo periodo) con l’interesse generale del Paese, individua nel investimento di una quota del risparmio previdenziale nell’economia reale una opzione a favore dello sviluppo infrastrutturale, sociale e produttivo del Paese.
Su questo tema nei mesi scorsi si è avviato una confronto con la Cassa Depositi e Prestiti finalizzato alla individuazione di appositi strumenti finanziari da destinare agli investitori previdenziali focalizzando l’attenzione su una emissione dedicata e contrattata di obbligazioni e sulla progettazione di un apposito fondo chiuso.
In questi giorni è in corso una iniziativa del Ministro PADOAN (MEF) e un confronto tra lo stesso ministro e ASSOFONDIPENSIONE (Associazione di rappresentanza dei fondi pensione negoziali), l’ADEPP (Associazione degli enti di previdenza privatizzati) e la Cassa depositi e prestiti per lo studio e la realizzazione di uno strumento (Fondo di fondi) da offrire agli investitori previdenziali.
CONFEDERAZIONE GENERALE ITALIANA DEL LAVORO
La CGIL ribadisce la necessità di un reale coinvolgimento delle parti sociali promotrici dei fondi pensioni negoziali e una maggiore trasparenza della discussione e degli affidamenti dati a quel tavolo.
Coinvolgimento delle parti sociali e trasparenza sono le precondizioni, assieme alla salvaguardia del principio di libertà e volontarietà per i fondi pensione, per la tutela e la valorizzazione del risparmio e per la salvaguardia della prospettiva previdenziale dei lavoratori aderenti ai fondi di previdenza e per rendere fattibile e concreto l’impegno del risparmio previdenziale nell’economia reale.
Nel rispetto della legislazione sulla previdenza complementare, per la salvaguardia degli impegni assunti con i lavoratori e per coniugare in maniera virtuosa investimenti nell’economia reale con la finalità previdenziale del risparmio dei lavoratori, la CGIL ritiene utile e necessario l’avvio di un confronto trasparente tra le forze sociali e il Governo per definire in via prioritaria

  1. gli obiettivi economici e sociali da raggiungere con le risorse dei fondi pensione
  2. le garanzie per la tutela degli investimenti dei fondi pensione
  3. i rendimenti attesi e la loro congruità con la primaria finalità previdenziale delle risorse investite
  4. le politiche fiscali a sostegno del coinvolgimento dei fondi pensione.

Roma 9 ottobre 2014

Nota CGIL investimenti FPN

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