Abruzzo: sulla situazione creditizia…

By: Simon Wong – All Rights Reserved

Sulla situazione creditizia in Abruzzo, desidero sottoporre all’attenzione pubblica alcune riflessioni che possono essere utili al dibattito. Il prof. Pino Mauro, nel suo intervento sul vostro quotidiano, ha salutato con favore l’acquisizione delle banche Tercas e Caripe da parte della Banca Popolare di Bari. In termini assoluti, dopo quanto è accaduto (e continua ad accadere), non posso che concordare. Tale soluzione, con tutta probabilità, era l’unica praticabile nella fase terribile che stiamo vivendo. Nel particolare, tuttavia, credo sia doveroso non esimersi da alcune valutazioni sugli avvenimenti, e ritengo ancor di più necessario soffermarsi sulle responsabiltà, che non sono affatto chiare, di tale disastro.

Le nostre banche sono coinvolte in filoni d’inchiesta, e bisogna chiedere a gran voce di continuare a far luce, poiché anche così si torna a dar credibilità e a far il bene dell’Abruzzo. Bisogna reclamare con fermezza la legalità; le regole devono essere incastonate in un rigoroso quadro etico di riferimento. Siamo tutti consapevoli che l’Abruzzo ha fortemente bisogno del credito bancario per ridare spinta allo sviluppo locale. Tuttavia, sono convinto che per uscire dalla crisi occorra, ancor di più, diffondere la percezione che sia in corso un vero cambiamento. A fronte di diversi attanti, provenienti non solo dall’ambiente politico, che non si sono prodigati per la costruzione di un percorso virtuoso finalizzato alla nascita di un polo creditizio regionale. E non per mera “debolezza della volontà”, a mio avviso, o almeno, non soltanto.

Si è trattato, invece, della micidiale commistione con pratiche di malaffare, una commistione che con una certa probabilità continua a imperversare. Oltre a ciò, concordo sul fatto che ormai sia tardivo e fuorviante parlare di aggregazioni bancarie di matrice abruzzese. Tali aggregazioni non sono praticabili. Allo stesso tempo, sono convinto che ci troviamo di fronte a un compito molto più impegnativo, ed esattamente proprio per la complessità del contesto: vale a dire, pensare il futuro e operare per la sua costruzione; e non per il bene di pochi, ma al servizio della collettività e del lavoro. Siamo al cospetto di mutamenti epocali.

In Abruzzo, nel giro di pochissimi mesi si è modificato l’assetto del credito. Il Presidente D’Alfonso ha preannunciato la volontà di aprire un tavolo di confronto con le parti sociali ed economiche sulla tematica creditizia sul territorio. Lo attendiamo e ora più che mai urge tale iniziativa. Proprio dopo l’ennesimo, non imprevisto, ultimo commissariamento. Contemporaneamente, ci troviamo anche a dovere registrare una situazione del tutto nuova anche con le Fondazioni di origine bancarie d’Abruzzo, poiché esse sono in cerca “d’autore”. Quasi tutte (ma nel breve, credo tutte) non hanno più una banca di riferimento. Se si incoraggiasse la loro fusione in una unica fondazione, la sommatoria dei singoli patrimoni in dotazione condurrebbe alla creazione della fondazione di origine bancaria più grande del centro sud d’Italia. Si tratterebbe di una operazione del tutto inedita e innovativa nel panorama italiano. Le fondazioni hanno un ruolo fondamentale per il sostegno e lo sviluppo locale, e la nostra regione ne ha terribilmente bisogno.

La nuova fondazione unificata potrebbe svolgere una funzione importante con l’ingresso nel capitale (una consistente quota di minoranza) di una banca fortemente presente nel centro sud e, chiaramente, in Abruzzo, assumendo quindi una propria capacità di intervento sull’attività bancaria in regione. Lo spirito non sarebbe quello di controllare una banca, bensì di avere la possibilità di essere un “soggetto” attivo, con una funzione di ascolto e di intervento nel territorio regionale nonché di riferimento per tutto il centro sud d’Italia.

F. Trivelli – Fisac Cgil Abruzzo