Ma cosa dice davvero il decreto-lavoro del Governo?

Quello che c’è (di fumoso…)
la PREVISIONE del contratto a tutele crescenti;
la PROMOZIONE del contratto a tempo indeterminato;
l’ ANALISI delle forme contrattuali esistenti.

Quello che c’è (di minacciosamente concreto…):
la estensione dei contratti co.co.co con un salario minimo garantito;
la revisione della disciplina delle mansioni e dei controlli a distanza dichiaratamente ispirata al principio di favorire gli imprenditori con misure inevitabilmente peggiorative delle attuali previsioni di legge.
la revisione in materia di maternità e paternità, recitiamo testualmente, “anche tenuto conto della funzionalità organizzativa all’interno delle aziende”!
(ovvero il bonus di 80 euro alle neo mamme sarà spesato con le minori tutele parentali per tutti i genitori!)

Quello che non c’è:
la decisione di investimenti pubblici e privati per incrementare la produzione e di conseguenza dare lavoro, sostenuta da un piano governativo di politica economica che Marcello De Cecco riassumerebbe così: cosa vogliamo produrre, come, dove, con quali soldi. Ossia gli elementi di una solida strategia economica di cui il Governo è ignaro

Per la prima volta il Senato della Repubblica ha votato la fiducia non su circoscritte misure concrete ma per dare al Governo la delega in bianco, recitiamo testualmente,
“AD ADOTTARE ENTRO SEI MESI UNO O PIU’ DECRETI LEGISLATIVI …..ISPIRATI A PRINCIPI E CRITERI DIRETTIVI”.
IL 25 OTTOBRE TUTTI A ROMA CON LA CGIL PER IL LAVORO, LA DIGNITA’. L’UGUAGLIANZA.
Non deleghiamo gli altri a battersi per diritti anche nostri, partecipiamo Tutti

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