Serra al capezzale delle banche.

By: Francesco PierantoniCC BY 2.0
da repubblica.it – MILANO – Il finanziere, tra i principali sostenitori di Renzi e della Fondazione Open, apre una sede a Milano per operare nei non performing loans. Nei giorni scorsi alla Leopolda ha proposto una legge per accorciare i tempi di recupero da parte degli enti creditori.
Era presente alla Leopolda, la fucina del governo Renzi, dove ha suscitato le ire di molti e costretto il premier a prenderne le distanze con le sue affermazioni sullo sciopero, giudicato “solo un costo”, un evento “random” da regolare e uno spauracchio per i grandi capitali stranieri che si guardano bene dall’investire in Italia. Eppure il finanziere Davide Serra che dall’Italia si è sempre tenuto distante, ora sembra percorrere il cammino inverso.
Dopo gli studi a Londra e l’avvio di un fondo di investimento con sede nel paradiso fiscale delle Cayman e uffici tra la capitale inglese, Singapore e Boston, ha annunciato in pompa magna che aprirà una sede milanese per occuparsi dei crediti incagliati delle banche.

I finanzieri li chiamano “non performing loans” e sono tutti quei prestiti che per un motivo o per un altro non sono andati a buon fine. Dopo qualche anno, le banche preferiscono cederli a una sorta di “spazzino finanziario” che li compra sottocosto con la speranza di recuperarli dal creditore a un prezzo anche leggermente superiore di quello pagato. L’attività è tornata di moda in questi mesi, da quando la Banca centrale europea ha imposto agli istituti di mezza Europa di rafforzare il proprio patrimonio. E le vie per migliorare i coefficienti patrimoniali (per gli anglofoni i “ratio”) sono due: o si aumenta il capitale oppure si ripulisce il bilancio dai crediti peggiori.

Su questo secondo fronte ha deciso di buttarsi Davide Serra con il suo nuovo fondo lussemburghese, Algebris Npl. Certo la sua presenza alla Leopolda era dovuta ad altro: coordinava un tavolo, uno dei più seguiti, su come finanziare le piccole e medie imprese. Tuttavia, tra una affermazione sullo sciopero (“limitarlo a un solo giorno per tutti”) o un’altra contro l’evasione fiscale (“aboliamo il contante come in Corea”) ha lanciato una proposta non del tutto disinteressata agli amici del governo Renzi.

Serve una “norma a costo zero” che consenta alle banche di recuperare in tre anni una casa per il pagamento del mutuo non rispettato. “In Spagna – ha detto Serra – se tu non paghi il mutuo ci metti tre anni a recuperare la casa. Tre anni non sono pochi, pensiamo a qualcuno che per tre anni non paghi l’affitto. In Italia ne servono sette”. Secondo Serra, “la banca che ti ha finanziato ogni anno perde automaticamente il 10% perché questo è quanto le costa in termini di liquidità e sofferenza, in dieci anni, come accade in Italia, una banca ci rimette tutto”.

“Nel momento in cui uno non paga più, la banca è morta, dato che può sbagliare un prestito su 100. Una casa che magari valeva 100, le banche aspettano 8 anni, la vendono magari a 30. Poi arriva la Bce, ti fa l’esame della prostata e – ha concluso Serra – ti dice di chiudere”. Ora al capezzale della banca arriverà Algebris, forse non eseguirà l’esame della prostata, ma solo la “due diligence” (l’analisi dei conti, per i non anglofoni), comprerà i non performig loans con sottostante immobiliare e farà business, in attesa di una legge che consenta di recuperare, anche per lui, il credito più velocemente.

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