Economia che passione, con la crisi aumenta la voglia di sapere

By: Internet Archive Book ImagesFlickr Commons
PARIGI – In principio è stato lo spread, poi anche la differenza tra deficit e debito, i termini potere d’acquisto, stagflazione, Patto di Stabilità. Gran parte dei vocaboli tecnici che fino a poco tempo fa erano riservati agli esperti, ormai è conosciuta anche dai non addetti. L’economia sta diventando popolare. Complice la crisi, i francesi si interessano sempre di più a finanze pubbliche, investimenti, risparmio, inflazione. Un nuovo sondaggio di Tns Sofres per la Banque de France registra un balzo del 15% rispetto all’anno scorso nell’interesse dei cittadini: sei su dieci si informano regolarmente su temi economici.

E’ come durante un’epidemia in cui tutti si improvvisano medici. Oggi tutti sanno, o vogliono sapere, un po’ di economia. Non a caso libri, giornali e trasmissioni che coprono le notizie di questo settore vendono e sono sempre più seguiti. E così per esempio libro di Thomas Piketty, “Il Capitale del XXI secolo”, un non agilissimo tomo di oltre 500 pagine, è stato venduto in oltre 150mila copie in Francia. E altri economisti sono regolarmente invitati a talk show o affollate conferenze, ascoltati fuori dai circoli ristretti, come fossero degli oracoli capaci di prevedere il futuro.

Secondo il sondaggio Tns Sofres, la passione per l’economia non riguarda tanto i giovani: i principali fruitori delle notizie economiche sono le persone sopra ai 50 anni, probabilmente ansiosi anche di gestire patrimonio e preparare la pensione. Essere più attenti e informati non impedisce alcune approssimazioni. Nonostante l’inflazione rasenti lo zero (0,5%), la maggioranza dei francesi ha la “percezione” di prezzi in aumento. Il tema dell’inflazione è al primo posto nell’interesse degli apprendisti economisti, seguito da analisi e notizie sul Welfare e, al terzo posto, dalla salute dei conti pubblici. La macroeconomia prevale insomma nell’attenzione dei cittadini, mentre la microeconomia piace ancora poco: meno di un quarto degli intervistati si dedica a capire andamento e previsioni per il mondo delle imprese.

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