Assimoco: art. 18 dopo Fornero, licenziamenti economici o ritorsivi?

Segnaliamo l’incresciosa vicenda accaduta ad un iscritto alla Fisac-CGIL partendo dall’annotare il triste dato che essa è avvenuta alla vigilia di Natale. Appena prima di festeggiare con la famiglia, un freddo telegramma annunciava al nostro iscritto il suo licenziamento. Si può ben immaginare dunque come il nostro iscritto, dipendente dell’Assimoco Assicurazioni, attualmente in ruolo presso l’Ispettorato Sinistri di Bari, abbia potuto trascorrere con la sua famiglia – peraltro monoreddito – i giorni festivi.
Il lavoratore era in servizio nella stessa azienda da circa dieci anni. Dopo otto anni a Cosenza (sua città di residenza) quale responsabile del locale Ispettorato Sinistri, nell’aprile 2013 è stato trasferito a Bari, dopo la chiusura dell’ufficio calabrese dovuta ad una riorganizzazione aziendale. In questi anni, il lavoratore è stato demansionato e, pertanto, ha deciso di intentare una vertenza legale contro l’Azienda. Assai significativo però il lasso temporale intercorso tra l’inizio di tale vertenza e la notizia del licenziamento: appena due mesi.
Il licenziamento – che è stato posto in essere adducendo motivazioni di carattere economico (giustificato motivo oggettivo previsto dalla riforma Fornero, alias esubero) – appare pretestuoso e manifestamente infondato in considerazione del fatto che, presso la stessa sede di lavoro, solo poco tempo prima era stata assunta (con gli stessi carichi di lavoro) una nuova risorsa. Ancor di più in considerazione del fatto che nell’ufficio presta la sua attività lavorativa un consulente esterno, ex funzionario in pensione di altra compagnia assicurativa, ciò in aperto contrasto con quanto previsto dall’art. 1 bis del vigente CCNL. A riguardo sarebbe molto interessante sapere se le consulenze esterne siano meno onerose rispetto alla retribuzione di una risorsa interna. Appare, inoltre, molto strano che le motivazioni di natura economica possano essere invocate nei confronti di un solo dipendente sugli oltre 350 in servizio presso la stessa Azienda.
La Fisac–CGIL di Cosenza, in attesa del giudizio della competente Magistratura del lavoro, esprime tutta la sua solidarietà al collega colpito dal licenziamento e stigmatizza la posizione assunta dalla Azienda.

Infine, è lecito porsi l’interrogativo se un siffatto modus operandi da parte dell’Azienda non sia stato favorito dal nuovo clima seguito alla recente l’approvazione del c.d. “Jobs Act” da parte del Governo Renzi. La CGIL ha espresso i suoi dubbi riguardo le riforme della disciplina sulla libertà di licenziare. Riforme adottate con l’obiettivo dichiarato di favorire la creazione di nuova occupazione ma che possono invece costituire degli alibi (come riteniamo nel caso esposto) per porre in essere comportamenti ritorsivi verso quei lavoratori che anziché rimanere in silenzio decidono di agire per la tutela dei propri diritti.
Dario De Santis
Segretario Fisac CGIL Cosenza

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