Giornata della Memoria

By: glottis2009CC BY-NC-SA 2.0
Il 27 gennaio di 70 anni fa l’Armata Rossa entrò nella cittadina polacca di Oswieçim (Auschwitz in tedesco). Le avanguardie, al comando del maresciallo Konev, raggiunsero il campo di Auschwitz-Birkenau-Monowitz verso le ore 15: i soldati sovietici abbattono i cancelli del campo di sterminio e liberano circa 7.650 prigioni. Da quel momento non è stato più possibile negare, ignorare, non vedere. L’orrore che si trovarono davanti i soldati russi è stato narrato, descritto, fotografato ed è ormai storia.
La tragedia che ha colpito il popolo ebreo brucia ancora ed è diventata fardello dell’umanità. Da quel momento non abbiamo più potuto ignorare le altre deportazioni, pulizie etniche, genocidi che ancora oggi si ripetono in varie parti del mondo. Ovunque esse avvengono ormai le riconosciamo per quello che sono e non possiamo ignorare di cosa si nutrono: intolleranza e fanatismo estremi che portano all’eliminazione del diverso. Quello che l’uomo ha saputo fare all’uomo allora, e che credevamo irripetibile ai nostri giorni, è purtroppo tremenda cronaca quotidiana. Dobbiamo più che mai tenere viva la memoria per evitare che l’intolleranza che conduce alla persecuzione dilaghi ulteriormente.
Crediamo inoltre che sia importante custodire non solo la memoria ma anche i ricordi, perché senza di essi la memoria è solo un magazzino di date e di fatti. I ricordi di chi ha vissuto non hanno mai uno sguardo indifferente ed è questo che arricchisce di umanità la memoria. I protagonisti di quel periodo sono sempre di meno e chi c’era, e ricorda ancora, è ormai molto anziano: teniamo vivi in noi i loro ricordi, adottiamoli, tramandiamoli! Per questa ragione in questi giorni si moltiplicano le iniziative e gli eventi per ricordare i fatti più noti ma anche per portare alla luce i tantissimi episodi anonimi di altruismo e fratellanza che hanno riscattato la miseria e l’orrore di quegli anni, rendendoli patrimonio collettivo.
Proprio perché in Fisac Cgil vige la cultura della dei valori di uguaglianza, fratellanza, solidarietà e rispetto, anche delle diversità, partecipiamo al ricordo collettivo ed invitiamo la comunità a non abbassare la guardia nei confronti del negazionismo e contrastare un altro nuovo pericolo: l’assuefazione all’orrore.

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