Gruppo Veneto B.: un accordo che tuteli tutti

Per quanto la Procedura contrattuale sia formalmente esperita, venerdì 5 ottobre u.s. le OO. SS. scriventi si sono nuovamente incontrate con l’Azienda per cercare di giungere a una conclusione positiva sulla vicenda degli esuberi. Il confronto si è protratto fino a tarda notte, purtroppo con l’ennesima fumata nera! L’Azienda ha mantenuto ferma la propria posizione pretendendo una clausola automatica di utilizzo obbligatorio del Fondo di Solidarietà (che ricordiamo è un ammortizzatore sociale che consente di gestire le crisi occupazionali ed eventuali licenziamenti collettivi) nel caso di mancato raggiungimento degli obiettivi di uscita su base volontaria ed incentivata. Con questa rigidità si opererebbe in controtendenza rispetto la resto del settore bancario che, finora, ha previsto solo meccanismi di volontarietà di adesione al Fondo di Solidarietà, confermato anche nelle aziende che si trovano in uno stato di salute ben più diverso da quello di Veneto Banca. Si tratta di una posizione difficile da comprendere se si considera che, nel Gruppo Veneto Banca, è convinzione di tutti che non ci sarebbe deficit di adesioni volontarie. L’Azienda ha proposto ancora garanzie deboli relativamente all’occupazione e in particolar modo ai colleghi più giovani, con contratti a termine, per cui non vi sarebbe alcuna opportunità di assunzione se non con l’uscita dei più anziani. L’Accordo del 17/11/2010 (PIANO STRAORDINARIO PER LO SVILUPPO E L’OCCUPAZIONE), la recente Riforma del Lavoro e le novità introdotte dal nuovo CCNL, ci portano a dire che l’Azienda ha ben altri doveri di stabilizzazione dei lavoratori precari che non può continuare ad ignorare. La libertà e l’autonomia delle parti negoziali, OO.SS. e Azienda, possono favorire il proseguimento del confronto e siamo tutti convinti che, solo quando prevarrà la ragione ed il buon senso, sarà possibile sottoscrivere un buon Accordo che tuteli tutti i lavoratori e le lavoratrici.

Montebelluna, 10 ottobre 2012

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