Bcc Trentino: Lunedì si sciopera davvero!

Se nel dicembre 2011 e nel gennaio scorso sono stati proclamati degli scioperi che poi sono stati ritirati questa volta si sciopera davvero!

Nessuno ci regala nulla, dobbiamo conquistare il nostro contratto e rispondere alla disdetta che con il prossimo aprile toglierà a tutti qualsiasi tutela fino a qui conquistata.

Nei giorni scorsi vi abbiamo elencato cosa significa la disapplicazione dei contratti (Nazionale e locali).

Oggi elenchiamo cosa chiede, anzi cosa pretende, la controparte.
E lo chiede a Roma, come a Trento, Napoli o Trieste.
Non importa il luogo da cui provengono queste richieste ma importa quali sono le tutele che vogliono togliere. Oltre a disdettare e disapplicare il contratto ci chiedono ( a titolo esemplificativo e non, purtroppo, esaustivo):
– di mantenere ferme le tabelle retributive,
– il blocco temporaneo degli scatti di anzianità,
– la riduzione dei trattamenti dell’ex premio di rendimento,
– la riforma della disciplina del premio di risultato,
– la riduzione dell’orario di lavoro con conseguente riduzione dello stipendio (solidarietà difensiva),
– la riduzione/soppressione di alcune indennità modali (ad esempio di cassa dove sono installate apparecchiature automatiche di contazione),
– la revisione della normativa su orari, orari di sportello, inquadramenti, trasferimenti
– la revisione delle materie demandate al secondo livello,
– ………………………………………..

E lo fanno ad una categoria, i bancari del Credito Cooperativo, che già ha un costo medio individuale nettamente inferiore ai colleghi dell’ABI (che il contratto lo stanno, seppur con fatica, rinnovando dopo aver scioperato in maniera compatta!) oltre a inquadramenti più bassi (in ABI i quadri direttivi sono quasi il 50% del personale, nelle Casse Rurali non si arriva al 25%).

E poi c’è la riforma del sistema cooperativo che bussa alle porte e FEDERCASSE non pare avere valutato l’opportunità e l’esigenza di informare e coinvolgere il sindacato dei lavoratori.

Ora però ci sono 37.000 lavoratori, chiamati allo sciopero nazionale di Categoria di lunedì 2 marzo 2015 che attendono il rinnovo dei contratti e ai quali, finora, le uniche risposte sono state:
– disapplicazione dal 1° aprile 2015;
-riduzione del costo del lavoro e superamento di istituti contrattuali considerati obsoleti dalla Controparte.

Ci sono 37.000 lavoratori i quali attendono di conoscere quale futuro l’autoriforma del Credito cooperativo riservi per loro, per l’occupazione e per le condizioni di lavoro.
C’è una intera Categoria che richiede insieme al sindacato di conoscere e confrontarsi sul futuro delle BCC e del Movimento di Credito cooperativo.

Lunedì 2 marzo 2015 si sciopera in tutto il territorio nazionale. Non è una mera prova di forza. E’ la dimostrazione della coesione della Categoria e della funzione indispensabile del lavoro nel Movimento di Credito cooperativo italiano.

Lunedì 2 marzo 2015 Sciopero nazionale di tutto il Credito cooperativo. Le lavoratrici e i lavoratori del Credito cooperativo non si faranno dividere.

La Fisac Cgil del Trentino

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