Usa, gli stress test della Fed bocciano Deutsche Bank e Santander

By: Pedro Plassen LopesCC BY 2.0

repubblica.it- MILANO – Bocciate le divisioni statunitensi di Deutsche Bank e di Banco Santander (quest’ultima per il secondo anno consecutivo), colpevoli di “ampie e sostanziali debolezze” nei loro piani di capitale. E’ questo il verdetto degli stress test qualitativi condotti dalla Federal Reserve su 31 grandi istituti. Le divisioni delle due grandi banche europee, accusate di carenze nel prevedere perdite e valutare rischi, non potranno aumentare i dividendi versati alla casa madre e dovranno rivedere i loro progetti per ripresentarli alla banca centrale.
Anche le banche statunitensi, però, escono con più di un livido. Bank of America ha ottenuto un’approvazione “condizionata” alla riformulazione del piano di remunerazione degli azionisti entro la fine del terzo trimestre. Jp Morgan, Goldman Sachs e Morgan Stanley hanno strappato la promozione per il rotto della cuffia: hanno ridimensionato in extremis i loro piani per ottenere la sufficienza.
Le altre 25 grandi banche esaminate – cinque estere – hanno invece ricevuto senza troppi drammi un via libera ai rispettivi progetti di dividendi o buyback, che la Fed ha giudicato ragionevoli e non dannosi per la salute degli istituti e del sistema finanziario anche in caso di rovesci economici.
La seconda e più dura prova degli stress test americani verifica il risk management e la governance dei singoli istituti per approvare o meno i progetti di distribuzione del capitale ai soci. Il 5 marzo la Fed aveva già promosso tutti e 31 gli istituti analizzati per il loro rispetto dei requisiti minimi quantitativi, cioè un capitale tier 1 superiore al 5% in caso di una nuova crisi con disoccupazione oltre il 10% e prezzi immobiliari caduti del 25 per cento. Il maggior sospiro di sollievo l’ha tirato Citigroup: bocciata durante tre degli ultimi quattro test, il suo chief executive Michael Corbat aveva minacciato le dimissioni se non fosse passata.

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