CGIL: nota della Segreteria Confederale

By: PCE (m-l) – All Rights Reserved
Vi è una domanda diffusa e non risolta alla politica affinché rappresenti maggiormente le istanze del lavoro.
In questo senso la proposta di coalizione sociale potrebbe essere una risposta possibile.
Questa domanda di politica non può però portare né la CGIL né alcuna sua Struttura a sostituirsi alla stessa politica o alla promozione di formazioni politiche.
Per queste ragioni la coalizione sociale così come viene proposta non rientra né può rientrare tra le iniziative che la CGIL e le proprie Strutture possono a qualsiasi titolo promuovere, fatte salve le scelte individuali che non implichino il coinvolgimento delle Strutture.
Va infatti riaffermata con forza l’autonomia della CGIL rispetto a tutte le iniziative che si collocano nell’alveo della politica e del confronto tra schieramenti politici, sia pure con tratti che richiamano più l’idea del movimento che non quella della forma partito. In assenza della autonomia viene negata la nostra peculiare soggettività politica.
A fronte delle politiche divisive praticate dall’attuale e dai precedenti Governi, la priorità dell’oggi è un’azione coerente per la riunificazione del mondo del lavoro.
Per questo, la CGIL ribadisce l’obiettivo dell’unità con CISL e UIL come condizione necessaria al rilancio dell’iniziativa del sindacato confederale.
La proposta di coalizione sociale, invece, implica in se stessa la negazione della prospettiva unitaria.
Per tutte queste ragioni, la Segreteria della CGIL ribadisce le scelte assunte – con larghissima maggioranza – dal Comitato Direttivo lo scorso 18 febbraio in merito alla linea e alle priorità della nostra iniziativa.
Rinnovo dei CCNL e contrattazione inclusiva, Legge sugli Appalti, proposta di un nuovo Statuto delle Lavoratrici e dei Lavoratori, applicazione del Testo Unico sulla rappresentanza.
Sono queste le priorità di lavoro che ci siamo democraticamente dati per i prossimi mesi e che intendiamo perseguire. Esse sostanziano la scelta di rispondere e contrastare i recenti provvedimenti sul lavoro, a partire dal Jobs Act, con un forte tratto contrattuale e progettuale.
Inoltre, il percorso deciso per lo svolgimento della Conferenza di Organizzazione va confermato ed attuato, per non procrastinare l’esigenza di definire un profondo cambiamento della CGIL e della sua organizzazione.
Non è poi accettabile che il Presidente del Consiglio usi una discussione interna all’Organizzazione per strumentalizzare e svalorizzare posizioni e proposte della CGIL ed irridere lo straordinario successo delle recenti mobilitazioni, dalla manifestazione del 25 ottobre allo sciopero generale del 12 dicembre scorsi.
Rafforzare la rappresentanza generale e confederale del lavoro è anzitutto terreno di iniziativa sindacale, come dimostrano i risultati delle recenti elezioni delle RSU nei settori pubblici.
È quindi per noi indispensabile accrescere un forte profilo autonomo dalle forme politiche e dai partiti, per affermare – come ci ha insegnato Bruno Trentin – pari dignità tra rappresentanza politica e rappresentanza sindacale.

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