La Fisac Cgil in piazza a Francoforte per la Solidarietà dei Popoli contro i Nazionalismi

LA FISAC CGIL IN PIAZZA A FRANCOFORTE PER LA SOLIDARIETA’ DEI POPOLI CONTRO I NAZIONALISMI, PER POLITICHE DI SVILUPPO CONTRO L’AUSTERITY, CONTRO LA TROIKA, PERCHE’ NESSUNO IN EUROPA RESTI SOLO

La FISAC CGIL aderisce alla manifestazione europea indetta a Francoforte per il 18 marzo 2015, in occasione dell’inaugurazione della nuova sede della Bce (una torre faraonica costata 1,2 miliardi) contro ogni chiusura nazionalista, a sostegno della lotta contro le politiche di impoverimento, contro l’austerità, per affermare politiche di sviluppo, di crescita dei redditi, di redistribuzione della ricchezza.

Il fallimento delle politiche neo liberiste ha ingenerato in Europa profondi squilibri, una frattura profonda fra Nord e Sud, fra centro e periferia, la disoccupazione è cresciuta ovunque, quella giovanile è arrivata a livelli catastrofici, i diritti e le tutele vengono progressivamente smantellati, il lavoro si precarizza favorendo sempre di più il dumping, la guerra fra poveri (tantissimi) a favore dei ricchi (pochi).

E’ la speculazione finanziaria che trova tutela e forza nelle politiche della Commissione Europea e della BCE, arricchendo chi già è ricco ed ignorando e deprimendo i contesti reali in cui opera.

La FISAC CGIL è un sindacato di lavoratrici e lavoratori dei settori finanziari che crede in un ruolo diverso della finanza, utile alla crescita delle persone e delle imprese, in un ruolo diverso dell’intermediazione creditizia, aderente al dettato della Costituzione Italiana, ad un nuovo modello di banca, aderente a quei principi e a quelle finalità.

La FISAC CGIL crede e si batte per un’Europa delle persone, non delle Banche, perché solo un’Europa che metta al centro i lavoratori può impedire il rinchiudersi negli steccati dei nazionalismi, le derive antidemocratiche, gli istinti xenofobi, le politiche di respingimento, lavori sempre più schiavizzanti.

Per questo aderisce con convinzione alla manifestazione di Francoforte, nell’auspicio che da essa, nel rispetto delle reciproche specificità, nasca un movimento europeo in grado di contrastare e superare le politiche espresse dalla UE e dalla BCE, che reclami nuove e più elastiche interpretazioni dei Trattati, affermi una nuova cornice di diritti in grado di evitare la competizione al ribasso fra lavoratori di Stati diversi.

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