Megale, Bankitalia: difendere l’istituzione per difendere un bene comune

By: Raffaele Nicolussi – All Rights Reserved

ROMA, 22 MARZO 2015. “Difendere l’Istituzione per difendere un bene comune al servizio del nostro Paese”. È questo il motivo principale dello sciopero, in Banca d’Italia, di lunedì 23 marzo. “Uno sciopero – dichiara Agostino Megale, Segretario Generale della Fisac/CGIL – proclamato su tutto il territorio nazionale immediatamente dopo quello che ha visto, lo scorso lunedì 23 marzo, scendere in piazza oltre i 2/3 dei lavoratori della Banca d’Italia addetti alle sole Filiali di cui si prevede la chiusura nei piani del Direttorio guidato da Ignazio Visco”. “È un’opera di supplenza, in questa fase particolare per la Banca d’Italia, quella svolta dal sindacato unitariamente”. “Una supplenza – prosegue Megale – al mancato agire del Vertice della Banca nel disegnare un’organizzazione capace di esercitare con maggiore efficacia ed efficienza le proprie funzioni istituzionali”.

“Il sindacato,  unitariamente, difende questi lavoratori e sceglie di farlo difendendo l’Istituzione che dovrà continuare a essere un punto di riferimento fondamentale per l’intero Paese su tutto il territorio nazionale”. “L’articolazione della rete territoriale della Banca d’Italia – dichiara Agostino Megale – non può essere rivista ulteriormente: la riforma c’è già stata, è stata fortemente voluta nel 2008 dall’allora Governatore Mario Draghi, il Sindacato ha preso atto della decisone unilateralmente assunta dall’Amministrazione e ne ha contrattato le ricadute sul mondo del lavoro”.

“La prospettiva – continua la nota – avrebbe dovuto essere, però, quella di un effettivo potenziamento delle Filiali rimaste e, invece, il nuovo Vertice ne ha deliberatamente provocato un progressivo ridimensionamento operativo, arrivando ora a proporne la chiusura su larga scala”. “La Fisac/CGIL – con la Falbi, con la Fiba/CISL e con la Uilca/UIL – rifiuta una simile impostazione e chiede alla Banca di tornare al tavolo per proseguire il confronto avviato col protocollo d’intesa del 2 ottobre 2013”. “In quella sede – afferma Agostino Megale – si era previsto «un confronto senza pregiudiziali sul valore e sulle prospettive evolutive del ruolo delle Filiali e sulla consequenziale configurazione della rete territoriale, al fine di individuare soluzioni sulle quali possa registrarsi la più ampia convergenza».

Per questo, tale confronto deve riprendere e deve concludersi”. “L’auspicio – conclude Megale – è di addivenire a un modello flessibile di presenza sul territorio che garantisca la persistenza della Banca d’Italia in ogni contesto attualmente individuato, prevedendo anche un potenziamento di tutte quelle realtà dove lo richiedano le analisi sulla collocazione geografica, sulla dimensione demografica e sulla natura economica del distretto di riferimento”.

BancaItalia 22 03 2015

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