Megale, occupazione diseguaglianze e produttività temi europei. Progetto che unisce 23 sindacati.

By: Nicolas RaymondCC BY 2.0

Roma, 23 aprile – Difendere l’occupazione nel settore del credito, fermare le diseguaglianze, accrescere la produttività ma redistribuirne una parte al lavoro, discutere di salario variabile in rapporto al dialogo con gli imprenditori. Sono i temi al centro del volume “Per un approccio sindacale a produttività, competitività e sostenibilità sociale nel settore bancario in Europa”, presentato oggi a Fiuggi dalla Fisac Cgil da Agostino Megale, Fabio Alfieri e Mario Ongaro, rispettivamente Segretario Generale, Segretario Nazionale e Coordinatore Internazionale.

Il libro raccoglie i risultati di un progetto, finanziato dalla direzione generale Occupazione, affari sociali e inclusione della Commissione Europea che ha visto la partecipazione di 16 Paesi, rappresentati da 23 sindacati del settore finanziario. I delegati hanno così condiviso, spiega la Fisac, “un percorso di ricerca e discussione collettive, finalizzate a costruire proposte comuni su tematiche tradizionalmente imprenditoriali, da coniugare con la sostenibilità sociale in un settore cruciale sia per la crisi globale esplosa nel 2008 sia per determinare quali possibili vie di fuoriuscita alla crisi”.

Tra i punti condivisi, la difesa dell’occupazione. “La perdita di circa 180.000 posti di lavoro (di cui 48.000 in Italia dal 2000) – spiega la Fisac Cgil – anche attraverso la chiusura di sportelli e di filiali, che ha determinato un’imponente emorragia occupazionale a partire dal 2008 nel settore in Europa, ha reso sempre più  stridente e per l’appunto insostenibile la crescente disuguaglianza retributiva fra il top-management e la media dei lavoratori bancari”. Quanto alle diseguaglianze, infatti, la categoria dei lavoratori del credito della Cgil afferma: “Sono stati anni in cui i salari hanno tenuto il passo con l’inflazione. Mentre le disuguaglianze con i banchieri sono cresciute, toccando in Italia il record di 1/160: in altri termini un lavoratore bancario medio dovrebbe lavorare due secoli e mezzo per guadagnare quanto un banchiere in un anno”.

Sulla produttività, nel documento si rivendica il bisogno di redistribuirne parte al lavoro. “Fin qui la parte maggiore di redditività e produttività – continua la Fisac Cgil – è andata alle banche e ai banchieri. Invertire una tendenza è l’obbiettivo, lo strumento dovrà essere la contrattazione della produttività”. Nel settore, con questo Progetto, “puntiamo a riprendere la crescita della produttività, rimettendo al centro la qualità del lavoro bancario”. Infine, ultimo punto, salario variabile e dialogo con gli imprenditori. “Il nostro progetto non demonizza il salario variabile, ma ne esige la riconduzione nell’ambito della contrattazione collettiva, unico strumento che può garantirne trasparenza e sostenibilità”, conclude la Fisac Cgil.

Megale Comunicato stampa 23 aprile 2015

Back to top button