Contratto Bancari: al via le assemblee, ecco il volantone

Risultati definitivi delle assemblee

Primi risultati delle assemblee

Il 31 marzo le Organizzazioni Sindacali hanno unitariamente raggiunto con la controparte un accordo per il rinnovo del CCNL ABI. L’ipotesi d’accordo è siglata per conformità e presa visione e la sua sottoscrizione è subordinata all’approvazione da parte dei lavoratori nelle assemblee. In preparazione di quest’ultime le Segreterie Nazionali hanno predisposto un documento che ripercorre le tappe fondamentali della trattativa e il contenuto dell’accordo.

Elenco delle assemblee: Palermo, SassariISP – Roma – Cosenza

Intervista a Radio Articolo 1: il Valore del contratto riconquistato 

L’operazione sociale e la riconquista del contratto.

La storia e il contesto

  • Il 16 settembre 2013 ABI apre la vertenza con la disdetta del CCNL ed il preannuncio della sua disapplicazione, in caso di mancato rinnovo entro il 30 giugno 2014. Il documento ABI del settembre 2013 rappresenta un progetto di destrutturazione del settore.
  • Si profila dunque un rinnovo di forte carattere politico: sono a rischio è la sopravvivenza del CCNL del credito e l’istituto stesso della contrattazione nazionale quale momento unificante di una intera categoria e strumento in grado di assicurare la certezza dei trattamenti economici e normativi e di indirizzare la contrattazione di secondo livello.
  • Mobilitazione: sciopero del 31 ottobre 2013 riuscito con percentuali vicine al 90%.
  • Accordi del 20 dicembre 2013: rinnovo del Fondo di Solidarietà di settore e disdettabilità del CCNL da esercitarsi entro il 30 settembre 2014. 
  • Contesto generale: insediamento del governo Renzi a inizio del 2014 e avvio di iniziative favorevoli alle imprese sul versante della “legislazione del lavoro”, che culminano col Jobs Act (primi due decreti attuativi – tra cui quello relativo al contratto a tutele crescenti – in vigore dal 7 marzo 2015);
  • Contesto economico: l’inasprirsi della crisi ha fatto emergere perdite su crediti che hanno compromesso redditività e complicato la stabilità delle aziende. Sulle banche pesano la disponibilità di capitali duraturi, la redditività, l’innovazione tecnologica, la regolamentazione europea.
  • Contesto di settore: situazione penalizzante per le banche italiane nel confronto con i competitor internazionali, dovuta alle rigidità imposte dal Regolatore Europeo (EBA) e all’eccessivo onere fiscale, sia in termini di “cuneo fiscale”, che aggrava il costo del lavoro, sia in termini di fiscalità complessiva delle imprese, nonché di contribuzione previdenziale che, solo per i neoassunti e per un triennio, sarà agevolata (ma resta di notevole impatto per il personale già in organico).
  • Il 24 maggio 2014, in risposta al documento di ABI, viene presentata la Piattaforma di rinnovo, approvata a stragrande maggioranza dalle assemblee dei lavoratori. Il segnale politico consegnato ai banchieri è che alla pretesa della loro posizione di stravolgimento di settore avrebbe risposto l’intera categoria dei bancari che, forte di una rinnovata consapevolezza e compattezza, rivendica il Contratto Nazionale. Inizia il lungo negoziato.
  • Il 6 ottobre 2014 viene siglato l’accordo sulla tabellizzazione degli aumenti economici (definiti come EDR –  Elemento Distinto della Retribuzione – nel precedente rinnovo contrattuale) e proroga della disdettabilità del CCNL al 31 dicembre 2014. 
  • Documento di ABI del novembre 2014. Le posizioni riproposte:
    • Rinnovo contrattuale a costo zero, con blocco strutturale e definitivo di tutte le dinamiche di incremento automatico della retribuzione (automatismi, scatti di anzianità, etc.);
    • Nessuna disponibilità ad un patto occupazionale;
    • Contrattazione II livello: ampliamento delle possibilità negoziali;
    • Area contrattuale: sostanziale cancellazione con fuoriuscita dall’Area di almeno 70.000 addetti (estensione dell’utilizzo dei contratti complementari – cancellazione art. 2, liberatoria sugli appalti, utilizzo massiccio di lavoratori autonomi per quanto riguarda rete sportelli e commerciale);
    • Inquadramenti: forte riduzione dei costi e sempre più ampia flessibilità e fungibilità (riduzione dei livelli da 13 a 6, abolizione dei ruoli chiave, fungibilità totale tra i livelli, eliminazione dei percorsi formativi correlati a quelli di carriera, ulteriori elementi di modifica derogatoria e flessibilità al livello aziendale);
    • Orari: totale flessibilità con rimozione dei limiti in tema di orario di sportello, fasce orarie, lavoro al sabato e alla domenica, etc… 
  • Rottura delle trattative il 25 novembre 2014. ABI dà disdetta del CCNL e ne formalizza la disapplicazione dal 1 aprile 2015. Proclamazione della mobilitazione e sciopero 30 gennaio 2015, riuscito con percentuali superiori al 90%. ABI ritira le pregiudiziali strutturali sulla parte economica.
  • Cosa significa la disapplicazione: si è trattato di un pericolo reale che avrebbe potuto determinare la perdita di tutele e trattamenti fondamentali, la frammentazione della categoria e la possibilità di interventi anche esterni (Governo) che avrebbero potuto produrre soluzioni analoghe a quelle verificatesi in alti settori.

LA RICONQUISTA DEL CONTRATTO – SCONFITTE LE POSIZIONI DI ABI

  • La rottura del 23 marzo e le ultime ore del confronto: la rottura dovuta dal ripresentarsi di posizioni impercorribili è stata fondamentale perché ha permesso al sindacato di mandare segnali precisi e forti ad ABI (proclamazione scioperi e manifestazione).
  • L’ABI riconvoca i sindacati per il 30 e 31 marzo.
  • Nel testo del 31 marzo permanevano ancora proposte di ABI non accettabili come: mantenimento della fungibilità tra QD e nuova fungibilità tra QD e 3AP, cantiere inquadramenti con soluzione predeterminata, demandi al II livello degli inquadramenti con applicazione delle derogabilità dell’art. 6 co. 2, applicazione contratti complementari per attività art. 2 in caso di insourcing, impegno generico ed insufficiente sul Jobs Act; sulla parte economica si registravano ancora distanze importanti rispetto ad una ipotesi sostenibile: TFR calcolato solo sulle voci nazionali dal 1/1/2015 al 31/12/2018, proposta di incremento salariale di 90€ in forma di EDR.
  • Nel rispetto dello spirito delle priorità della nostra piattaforma e di quanto emerso dalle assemblee le OO.SS. si sono concentrate sugli interventi necessari per la parte normativa e poi sulla parte economica.

I CONTENUTI DELL’IPOTESI DI ACCORDO, UN GIUDIZIO ESTREMAMENTE POSITIVO, Il VALORE DEI CONTENUTI:

  • DECORRENZA: 1 Aprile 2015 (salvo nuova base di calcolo per il TFR che avrà decorrenza 1 gennaio 2015). SCADENZA: 31 dicembre 2018 (correlazione dell’allungamento della data di scadenza con la “parte economica”). Durata quadriennale anche dei contratti di secondo livello.
  • AREA CONTRATTUALE: Il progetto di ABI di destrutturazione del cuore del CCNL è stato battuto. Resta in piedi l’impianto dell’Area Contrattuale così come si è evoluta dal 1990 ad oggi e rimangono le tutele previste a salvaguardia delle operazioni che interesseranno il settore nell’immediato futuro.
  • L’ANIMA SOCIALE
    • Innalzamento della retribuzione per assunti con contratto di inserimento professionale futuri (ex art. 46 CCNL 2012) da 1679,89€ a 1969,54€ (+8%), mantenendo fermo l’invito al contributo del 4% dalle aziende alla previdenza complementare. Per quelli in servizio interverrà il FOC a garantire lo stesso incremento retributivo;
    • 5 giorni di permesso retribuito all’anno ai genitori di bambini affetti da patologie legate all’apprendimento, fruibili anche ad ore con preavviso minimo di 10 giorni;
    • Ampliamento del periodo di comporto in caso di malattie oncologiche con raddoppio del periodo (fino ad un massimo di 36 mesi).
  • Occupazione
    • FOC: prorogata l’attività sino al 2018;
    • Estensione delle risorse del FOC per: solidarietà espansiva; riconversione professionale; rioccupazione dei lavoratori inseriti nel fondo emergenziale ed ora non più agevolati dal Fondo di Solidarietà;
    • Creazione in ENBICREDITO di una piattaforma informatica (job posting) per favorire l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro nel settore.
    • In caso di assunzioni valutazione prioritaria da parte delle aziende dei lavoratori licenziati (fondo emergenziale, motivi economici ecc.).
  • Trattamento economico
    • Il risultato conseguito in materia economica è diverso rispetto alla posizione di ABI che mirava a “rinnovare un CCNL a costo zero”;
    • L’aumento complessivo di 85€ sulla figura media (3A4L) riparametrato sulla voce “stipendio” (e non in EDR) è erogato in tre tranche: ottobre 2016 25€, ottobre 2017 30€, ottobre 2018 30€.
  • CALCOLO TFR: Dal gennaio 2015, quindi senza soluzione di continuità con il precedente CCNL, il calcolo avverrà esclusivamente sulle voci tabellari: stipendio, scatti di anzianità, importo ex ristrutturazione tabellare. L’aumento di 85€ avrà quindi effetto anche ai fini del calcolo del TFR.
  • Inquadramenti
    • Si conferma anche per il periodo di vigenza del CCNL, la piena fungibilità nell’ambito della categoria dei Quadri Direttivi dal 1°al 4°livello;
    • Viene affidato ad un “cantiere di lavoro” (della durata di 12 mesi), il compito di formulare ipotesi per un nuovo sistema di inquadramenti su cui basare la prossima contrattazione;
    • E’ data facoltà alle aziende o ai gruppi di definire intese a livello aziendale per rispondere a specifiche esigenze organizzative e/o produttive e/o al fine di realizzare gli opportuni adattamenti ai diversi contesti di impresa;
    • I contenuti degli artt. 82 e 90 relativi alle “nuove figure professionali” restano invariati, consentendo alle parti di regolamentarle.
  • Disposizioni particolari:
    • Politiche commerciali: coerenza ed eticità nelle politiche commerciali, confermate la rilevanza e l’aderenza ai principi del Protocollo 2004;
    • In caso di cessioni individuali o collettive dei contratti di lavoro (come ad esempio anche nel caso di NewCo) c’è continuità del rapporto di lavoro e quindi sono applicabili le previgenti normative in tema di lavoro (e non il Decreto sul contratto a tutele crescenti);
    • Nessun cambiamento, per i lavoratori in servizio al 7 marzo 2015, rispetto al numero degli addetti per l’applicabilità della legge 300/1970 previsti all’art. 77.

IL VALORE DEL VOTO DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI

E’ stato compiuto un salto di qualità, con elementi di grande rilievo, che devono essere apprezzati in tutto il loro valore etico e ideale, al momento di esprimere un giudizio sul rinnovo contrattuale:

  • Un percorso democratico ha impegnato le OO.SS. che hanno sviluppato un continuo confronto con le lavoratrici ed i lavoratori attraverso tre tornate assembleari e la comunicazione puntuale e dettagliata delle fasi del negoziato;
  • L’ipotesi d’accordo è siglata per conformità e presa visione e la sua sottoscrizione è subordinata all’approvazione da parte dei lavoratori nelle assemblee;
  • ABI ha formalizzato la disponibilità a non procedere alla disapplicazione fino all’esito del percorso assembleare e comunque non oltre il 15 giugno; in caso di mancata sottoscrizione del CCNL la disapplicazione avrà effetto dal 1 aprile.

Come hanno dimostrato sia le assemblee tenute unitariamente negli ultimi mesi, sia la partecipazione massiccia agli scioperi ed alle manifestazioni di piazza, la grande forza rappresentata dall’unità e dalla compattezza della categoria e dal clima di ritrovata unità nell’azione sindacale ha giovato a tutto il movimento sindacale, garantendo la migliore tutela delle istanze di lavoratrici e lavoratori.

VOLANTONE CCNL ABI VERSIONE 4 pagine

VOLANTONE UNITARIO CCNL ABI 2015 

Testo ipotesi di accordo 31-3-15

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